Jujutsu, l'arte della flessibilità

Il jujutsu è la più antica forma di arte marziale giapponese finalizzata alla propria difesa personale.
Il termine, derivante dagli ideogrammi ju e jutsu significano rispettivamente flessibile ed arte. Il jujutsu può essere dunque definito come l'Arte della cedevolezza.
Caratteristica peculiare di questa disciplina è il ruolo fondamentale dell'avversario: mentre molte arti marziali si basano esclusivamente sulla forza fisica dell'individuo, il jujutsu utilizza l'energia scaturita dall'attacco dell'avversario per poi ritorcergliela contro. Maggiore quindi sarà la potenza dei suoi colpi, maggiore sarà la possibilità di prevalere su di lui. Dall'altra parte una maggiore cedevolezza e morbidezza, non permetterà all'avversario di nutrirsi dell'energia sprigionata dall'attacco.

L'origine del jujutsu è tutt'ora incerta, poiché sono varie le ipotesi avanzate. Quella più diffusa, forse anche per essere quella dal sapore più leggendario, associa la nascita di questa disciplina al medico giapponese originario da Nagasaki, Shirobei Akiyama. Egli, durante un viaggio in Cina per approfondire le sue conoscenze mediche, si avvicinò allo studio delle arti marziali cinesi. Si narra che, una volta ritornato in patria, notò alcuni rami di robusti alberi spezzati, e dunque rimasti spogli,  in seguito ad un'abbondante nevicata. L'attenzione del medico fu però catturata da un albero più piccolo ed esile, un salice per l'esattezza, che era rimasto intatto grazie alla flessibilità dei suoi rami. Questi infatti, piegandosi senza spezzandosi, permettevano alla neve di cadere e immediatamente ritornavano alla loro posizione originale. Ciò portò Akiyama a riflettere sull'importanza della non resistenza e ad applicarla alle tecniche marziali conosciute in Cina. Fu così che nacque il jujutsu.

Il successo di tale disciplina è strettamente legata al ruolo del guerriero, il samurai, nella società feudale giapponese. Nel paese del Sol Levante, la figura del samurai godeva di un enorme prestigio e, di conseguenza, insieme ad essa, anche il jujutsu, considerato fondamentale per l'educazione fisica e psichica del guerriero.

In Italia la disciplina fu introdotta con il nome di «lotta giapponese» all'inizio del Novecento, per opera di alcuni marinai che lo avevano appreso durante le loro missioni nel Mare della Cina. Un impulso particolare alla diffusione del jujutsu nella Penisola venne dato da Gino Bianchi, militante nella Marina Militare, che fondò a Genova la prima palestra nella quale quest'arte fu insegnata.

 

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