Wing Chun, l'arte rosa del combattimento

Il wing chun è uno stile del kung fu derivato dalla scuola del Tempio di Shaolin. La sua nascita è legata ad un racconto leggendario, che si tinge di sfumature rosa.

Si narra, infatti, che ad aver sviluppato la nuova disciplina, attorno alla metà del XVII secolo, sia stata una monaca buddhista di nome Ng Mui. Nel 1644, i Manciù invasero la Cina: essi misero fine al governo della dinastia Ming ed attuarono una politica di persecuzione nei confronti degli appartenenti della dinastia Han. In questo quadro, il tempio di Shaolin, apertamente schierato contro i nuovi invasori, divenne da subito il simbolo del vecchio potere e dunque l'obiettivo da distruggere. La leggenda vuole che un esercito attaccò il Tempio, ma fu costretto presto alla ritirata. I monaci, infatti, si rivelarono nettamente superiori grazie alle loro tecniche di combattimento. Non essendo riusciti ad occupare il tempio attraverso uno scontro diretto, i Manciù decisero così di giocare d'astuzia, corrompendo uno dei funzionari, il giovane Chan Man Wai. Quest'ultimo, cospirando con altri monaci, convinse uno di loro, Man Ning Yee, ad appiccare il fuoco ed aprire le porte del tempio alle truppe avversarie. I Manciù erano riusciti ad abbattere il simbolo della vecchia dinastia. Tutti i monaci vennero uccisi dalle fiamme e dai soldati, tranne cinque. Tra questi una donna: Ng Mui.

Fu proprio la monaca, la quale probabilmente aveva appreso le tecniche del kung fu all'interno del tempio, ad ideare uno stile più armonico e sensuale, adatto ad essere praticato dalle donne. Ella infatti riteneva che il kung fu, poiché ideato da uomini, non fosse adatto alle donne le quali, non potendo contare sul fisico massiccio, possedevano punti di forza diversi e peculiarità proprie. Ispirata dal combattimento di una volpe contro una gru, Ng Mui elaborò uno stile più armonico e morbido, che faceva della leggerezza e dell'agilità i propri punti di forza.
A decretare il successo del nuovo stile fu, però, l'incontro con una giovane ragazza, Yim Wing Chun, dalla quale la disciplina prese il nome. Ella aveva la fama di essere bellissima e per questo fortemente voluta in sposa da un arrogante signorotto locale, di nome Wong, il quale era noto per essere un abile lottatore di kung fu.
Essendo stato rifiutato dalla bella Yim Wing Chun, perché innamorata e già promessa in sposa a Leung Bok Chau, un mercante di sale, Wong minacciò la ragazza e suo padre di essere pronto a tutto pur di conquistare la sua mano.
Venuta a conoscenza dell'accaduto, Ng Mui decise di aiutare la ragazza insegnandole le tecniche di combattimento da lei ideate. Queste si rivelarono vincenti, permettendo alla giovane Yim di sconfiggere Wong.
La ragazza seguì per altri due anni gli insegnamenti della monaca, apprendendo l'intera arte messa a punto da questa. Finalmente riuscì a sposare l'amato, al quale a sua volta trasmise le tecniche del wing chun, diventando così il primo maestro uomo nella storia.
 

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