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I nuovi volti del potere: Papa Francesco e Sergio Mattarella
Continuano a stupirci ogni giorno: sono i nuovi volti del potere.
Rompono gli schemi e ci stupiscono. Oggi il Papa e il Presidente della Repubblica sono versione 2.0
Elezioni presidenziali USA del 2008. Il candidato democratico Barack Obama decide di puntare tutto sul web. Ci aveva fatto sorridere sapere che un concorrente alla Casa Bianca considerasse internet il mezzo più potente per comunicare con il popolo, così come ci aveva fatto sorridere vedere in rete i video che lo ritraevano protagonista. La campagna elettorale di Obama è entrata, come un fulmine a ciel sereno, all'interno dei meccanismi della comunicazione politica. Da allora, abbiamo iniziato a vedere i volti del potere in maniera diversa, personaggi dai comportamenti che, a ben pensare, sono assolutamente “normali” ma che ci stupiscono perché abituati a considerarli “altro” rispetto a noi, quasi non fossero umani.La vera rivoluzione arriva il 13 marzo 2013, quando Jorge Mario Bergoglio diviene Papa Francesco. Una figura, la sua, che sin da subito ha mostrato il non aver timore di rompere gli schemi; il rifiuto della croce d'oro, delle lussuose scarpe rosse e quel suo semplice “buonasera” pronunciato in Piazza San Pietro appena dopo la sua elezione. E ancora i selfie con i fedeli, i tagli di capelli “alla Clooney” e le docce per i senza tetto, l'apertura al pubblico dei giardini e della fattoria papale di Castel Gandolfo e l'avvicinamento ai divorziati ed omosessuali. Un Papa che non ha mancato di scatenare l'opinione pubblica con il suo linguaggio schietto, definito da alcuni persino volgare (ormai noto il monito per cui “essere buon cristiani non significa fare figli come conigli”).
Ci stupiamo ancora quando apprendiamo la notizia che Sergio Mattarella, neo eletto Presidente della Repubblica, ha scelto di viaggiare su un volo di linea per una visita privata a Palermo, invece di salire su un volo di stato. Quanti pendolari ogni giorno prendono il treno e poi il tram? Tanti, anzi tantissimi. E perché se a recarsi a Firenze con il treno, per poi salire sul tram in direzione Scandicci, è Sergio Mattarella rimaniamo sbalorditi?
Siamo di fronte a un nuovo modo di comunicare (non di certo meno studiato), di relazionarsi con il pubblico, di arrivare. Modernità e semplicità: sembrano essere questi i caratteri dei nuovi volti del potere. Caratteri che reclamiamo a voce alta ma che poi, quando ci vengo mostrati, ci lasciano stupiti. Per rompere le gerarchie, contrastare le cricche, non dovremmo forse prima liberare le nostre teste dai pregiudizi?