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La mostra "I pittori della luce" prosegue sino al 9 ottobre

Appuntamento al Mart di Rovereto

E’ iniziata lo scorso 25 giugno e prosegue fino al 9 ottobre al Mart di Rovereto la mostra "I pittori della luce - Dal Divisionismo al Futurismo", nella quale vengono messi a confronto tra loro due movimenti artistici fondamentali, e soprattutto italiani. La mostra, che in precedenza era stata ospitata a Madrid, "racconta" l’arte che cambia di mentalità tra la fine del 19esimo e l’inizio del 20esimo secolo, passando, con una evoluzione naturale nel corso di pochi decenni, dal "Divisionismo" al "Futurismo". In pratica si definisce la nascita della pittura moderna nel nostro Paese.

Nelle sale del Mart sono in mostra opere di artisti come Giacomo Balla, Francesco Cangiullo, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Vittore Grubicy de Dragon, Carlo Fornara, Baldassare Longoni, Cesare Maggi, Emilio Longoni, Gaetano Previati, Giuseppe Mentessi, Giovanni Segantini, Angelo Morbelli, Gino Severini, Plinio Nomellini, Giovanni Sottocornoia, Luigi Russolo e Giuseppe Pellizza da Volpedo, con l’organizzazione curata da Daniela Ferrari del Mart, insieme a Beatrice Avanzi del Musée d’Orsay di Parigi e Fernando Mazzocca dell’Università degli Studi di Milano. Sono presenti opere tra le più note degli artisti, che oltre che da collezioni del Mart, sono stati prestati da privati ed enti pubblici di prestigio.

Il "Divisionismo" si era affermato alla Triennale di Brera nel 1891, grazie alla prima "uscita pubblica" di alcuni giovani pittori tra i quali Pellizza da Volpedo, Segantini, Longoni e che avevano ottenuto il sostegno di Vittore Grubicy de Dragon. Si partiva da una "rivoluzione visiva" che derivava da una serie di scoperte scientifiche, quelle della scomposizione del colore, abbinata al potere espressivo della luce. Nello stesso tempo cambiano anche i "soggetti" che venivano dipinti dagli artisti, tendendo ad una modernità di temi rappresentata sia dai contenuti sociali, molto presenti nel nostro Paese che dopo la sua unità, cercava anche la sua "identità" culturale, sia da soggetti più "lirici" che sono legati alla tendenza internazionale del "Simbolismo".

Basandosi sulla forza "rivoluzionaria" introdotta da questa nuova poetica ed anche sulle sue "basi tecniche", all’inizio del secolo successivo, nasce il Futurismo, un movimento d'avanguardia che venne ideato da un poeta, Filippo Tommaso Marinetti, ma che successivamente, a partire dal 1910 fa il suo ingresso prorompente sulla scena artistica grazie al "Manifesto" di alcuni pittori come Boccioni, Carrà, Balla, Severini e Russolo. La scomposizione della luce, di marca "divisionista" viene associata a quella della "forma" con la rappresentazione del "movimento" e della velocità, tipici della vita moderna, che erano i capisaldi dei poeti futuristi. Questo proietta l'arte italiana nel cuore del dibattito artistico europeo, ed è proprio in questo "confronto tra generazioni" che nasce in Italia la pittura moderna.

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