comune.info

Home › Legge

Riforma ISEE 2015: ecco cosa cambia

Cos' è l'ISEE?
L' ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è lo strumento che serve a valutare la situazione economica dei nuclei familiari, consentendo ai contribuenti con reddito basso di accedere a prestazioni sociali agevolate.

Come si calcola?
La circolare n. 17 del 18 dicembre 2014, emanata dall'Inps, chiarisce che la riforma non ha modificato la definizione e la modalità di calcolo dell'indicatore Isee. Quest'ultimo, come già previsto dalla normativa precedente, è dato dal rapporto tra I.S.E. (Indicatore di Situazione Economica) e il parametro nella scala di equivalenza.

Riforma dell'Isee: gli obiettivi del governo
La finalità perseguita dal Governo attraverso la riforma dell'Isee, prevista dall'art. 5 del decreto «Salva Italia» ed entrata in vigore a partire dal 1 gennaio, è quella di migliorare l'equità sociale. Attraverso il nuovo Isee saranno garantite tariffe agevolate a coloro che ne hanno veramente bisogno e contrastati gli abusi.

Quali sono le novità più rilevanti introdotte dalla riforma?
In linea con le finalità sopra indicate, il nuovo Isee introduce alcune novità. Elenchiamo le più rilevanti:
Una concezione più ampia di reddito
Il nuovo Isee pende in considerazione tutti i redditi, compresi quelli esenti fiscalmente, come pensione di invalidità, indennità di accompagnamento e assegni familiari. Rimangono invece esclusi dai conteggio i contributi erogati da enti locali.

Considerare anche i redditi esenti permette di valutare l'effettiva condizione economica del nucleo familiare, evitando situazioni di non equità.

Quali spese si possono detrarre?
È possibile detrarre dal calcolo Isee le spese mediche, quelle relative all'acquisto di cani guida e le spese di interpretariato per sordi. Le spese detraibili non devono, però, superare la soglia di 5000 euro.

Più controlli, meno abusi
Il sistema Isee introdotto dalla riforma ha lo scopo di eliminare gli abusi, incrementando i controlli e mettendo in atto un nuovo modo di raccolta dei dati. La parte dei dati, utile per il calcolo dell'Isee, che è possibile auto-certificare risulta notevolmente ridotta. Le informazioni più rilevanti, infatti, non saranno più dichiarate dal contribuente ma raccolte direttamente dall'Inps attingendo ai propri archivi e a quelli dell'Agenzia delle Entrate. In questo modo, si eviteranno casi di «sotto-dichiarazione del reddito».
Inoltre, saranno incrementati i controlli: ad un controllo sul patrimonio mobiliare, sarà affiancato un successivo controllo da parte della Guardia di Finanza.

Se la nostra situazione economica cambia? Arriva l'Isee «corrente»
Il calcolo dell'Isee si basa sulla dichiarazione dei redditi, che naturalmente si riferisce all'anno precedente. In una situazione di crisi come quella odierna, è facile che la situazione economica delle famiglie muti velocemente. Per questo motivo si è pensato a un Isee «corrente», che corrisponda ad una situazione economica dei nuclei familiari più reale e cronologicamente più vicina. È possibile ricorrere al calcolo di un Isee corrente quando si ha una variazione superiore al 25% dell'indicatore della situazione economica reddituale, dovuta a un cambiamento della condizione lavorativa (come ad esempio il mancato rinnovo del contratto lavorativo, la sospensione o riduzione dell'impiego e la cessazione dell'attività), permettendo a coloro che hanno perso il lavoro di aggiornare la propria condizione.

Un Isee per ogni prestazione!
Non più un unico Isee ma indicatori specifici per ogni prestazione. La riforma infatti, oltre a un Isee corrente, prevede:
La riforma, dunque, propone un Isee che sia uno specchio veritiero delle condizioni economiche delle famiglie italiane.

← Tutti: Legge