Riforma del Fisco
Mettere ko gli evasori e semplificare la vita a commercianti, artigiani e professionisti: questo l'obiettivo del Governo
Nuovi provvedimenti del governo di Renzi per combattere l'evazione e favorire i lavoratori indipendenti e i commercianti.
C'è molta attesa per il Consiglio dei Ministri di domani 20 febbraio, dove all'ordine del giorno ci saranno i decreti attuativi della delega su fisco internazionale, cooperative e normative per istituti bancari e finanziari. Un piano di lavoro che comprende il tentativo del governo Renzi di dare la caccia agli evasori e semplificare la vita a commercianti, artigiani e liberi professionisti. In che modo? Dicendo addio al vecchio scontrino di carta!
Entro il 2017, per gli esercizi commerciali vigerà l'obbligo di memorizzare e trasmettere, in via telematica, i corrispettivi giornalieri al fisco. Niente più, quindi, tradizionali scontrini di carta.
Altra novità è quella di poter utilizzare per la trasmissione dei dati, oltre a moderni registratori di cassa, anche strumenti più intuitivi e maggiorente diffusi, quali smartphone o tablet.
Stesso discorso vale per artigiani e professionisti. Essi saranno obbligati, sempre a partire dal 2017, ad emettere fatture digitali.
Con questi provvedimenti l'Esecutivo tenterà di fermare, una volta per tutte, i furbetti del fisco, confrontando i dati della fatturazione elettronica con quelli deducibili dall'anagrafe tributaria e dai conti correnti.
Ricevute digitali, fatturazione elettronica tra privati e tracciabilità dei pagamenti: questi i principi sui quali si basa l'azione del Governo, tutti volti verso la lotta all'evasione, che sembra essere una delle maggiori priorità dell'esecutivo. Quest'ultimo, infatti, intende stimolare i consumatori italiani all'uso di forme di pagamento elettroniche, ancora poco usuali in una Paese attaccato al contante, attraverso l'applicazione di sconti o incentivi per gli acquisti con bancomat e carte di credito. Gli sforzi per la lotta all'evasione, in realtà, non sono una novità: già il passato governo Prodi aveva elaborato, con l'allora ministro Vincenzo Visco, un suo piano anti-evasione, poi lasciato incompiuto con il successivo governo Berlusconi.
Risulterebbero, invece, infondate le notizie riguardanti la cosiddetta “tassa sul contante”, che prevede il pagamento di un'imposta di bollo proporzionale sui contanti giornalieri versati in banca con un importo superiore ai 200 euro. Dal Tesoro, infatti, si precisa che quella della “tassa sul contante” è solamente un ipotesi e nulla di certo. Senza dubbio, il provvedimento porterebbe giovamento alle casse delle banche, con una notevole riduzione dei costi di gestione del contante (ad oggi circa 5 miliardi) e maggiori utili sulle operazioni di accredito elettronico.
In attesa del Consiglio di domani, prepariamoci al digitale anche nei pagamenti!
Entro il 2017, per gli esercizi commerciali vigerà l'obbligo di memorizzare e trasmettere, in via telematica, i corrispettivi giornalieri al fisco. Niente più, quindi, tradizionali scontrini di carta.
Altra novità è quella di poter utilizzare per la trasmissione dei dati, oltre a moderni registratori di cassa, anche strumenti più intuitivi e maggiorente diffusi, quali smartphone o tablet.
Stesso discorso vale per artigiani e professionisti. Essi saranno obbligati, sempre a partire dal 2017, ad emettere fatture digitali.
Con questi provvedimenti l'Esecutivo tenterà di fermare, una volta per tutte, i furbetti del fisco, confrontando i dati della fatturazione elettronica con quelli deducibili dall'anagrafe tributaria e dai conti correnti.
Ricevute digitali, fatturazione elettronica tra privati e tracciabilità dei pagamenti: questi i principi sui quali si basa l'azione del Governo, tutti volti verso la lotta all'evasione, che sembra essere una delle maggiori priorità dell'esecutivo. Quest'ultimo, infatti, intende stimolare i consumatori italiani all'uso di forme di pagamento elettroniche, ancora poco usuali in una Paese attaccato al contante, attraverso l'applicazione di sconti o incentivi per gli acquisti con bancomat e carte di credito. Gli sforzi per la lotta all'evasione, in realtà, non sono una novità: già il passato governo Prodi aveva elaborato, con l'allora ministro Vincenzo Visco, un suo piano anti-evasione, poi lasciato incompiuto con il successivo governo Berlusconi.
Risulterebbero, invece, infondate le notizie riguardanti la cosiddetta “tassa sul contante”, che prevede il pagamento di un'imposta di bollo proporzionale sui contanti giornalieri versati in banca con un importo superiore ai 200 euro. Dal Tesoro, infatti, si precisa che quella della “tassa sul contante” è solamente un ipotesi e nulla di certo. Senza dubbio, il provvedimento porterebbe giovamento alle casse delle banche, con una notevole riduzione dei costi di gestione del contante (ad oggi circa 5 miliardi) e maggiori utili sulle operazioni di accredito elettronico.
In attesa del Consiglio di domani, prepariamoci al digitale anche nei pagamenti!