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Omicidio dei coniugi, i ragazzi confessano

Spiegato il movente

Nella notte tra il 9 e il 10 gennaio sono stati uccisi due coniugi nella provincia di Ferrara, precisamente a Pontelangorino di Codigoro. L'uomo e la donna, rispettivamente Salvatore Vincelli di anni 59 e Nunzia Di Gianni di anni 45, titolari del ristorante La Greppia di San Giuseppe di Comacchio, sono stati massacrati in seguito a colpi di ascia al cranio nella loro abitazione.
Nella notte tra il 9 e il 10 gennaio sono stati uccisi due coniugi nella provincia di Ferrara, precisamente a Pontelangorino di Codigoro. L'uomo e la donna, rispettivamente Salvatore Vincelli di anni 59 e Nunzia Di Gianni di anni 45, titolari del ristorante La Greppia di San Giuseppe di Comacchio, sono stati massacrati in seguito a colpi di ascia al cranio nella loro abitazione.

A distanza di 24 ore arrivano le confessione dei due ragazzi, il più giovane, 16enne, figlio della donna e l'amico non ancora 18enne. Entrambi hanno stretto un accordo, il ragazzino avrebbe dato all'amico 80 euro subito e mille euro a conclusione di tutto se avesse fatto fuori la madre ed il patrigno. In queste ore i due hanno cercato anche di depistare le indagini, ma ciò non è servito a nulla. Sono stati arrestati dai Carabinieri, che li hanno portati al carcere minorile di Bologna. Su di loro l'accusa di duplice omicidio con l'aggravante della premeditazione. 

Dalle prime ricerche è venuto subito fuori che il ragazzino viveva da solo in una dependance della villetta, il motivo: un rapporto scontroso, legato anche all'andamento scolastico, tra la coppia di coniugi ed il 16enne, il quale frequenta il secondo anno all'ITI di Codigoro. Tuttavia il vero movente non è stato ancora accertato, sono in corso ulteriori approfondimenti che nelle prossime ore potrebbero portare ad una convalida dell'arresto.

L'unica cosa certa fin da subito è che, quando le autorità hanno ricevuto la chiamata del ragazzo e vedendo i corpi uno in cucina e l'altro in garage, non c'erano dubbi che l'assassino conoscesse la casa.

Dai primi racconti, l'omicidio doveva essere portato a termine dal 17enne. Da solo però non è riuscito a far sparire i cadaveri e dunque ha contattato l'amico per farsi aiutare e per elaborare il piano B. Ovvero la messa in scena di una rapina finita male, cancellando le tracce.

Durante gli interrogatori però, il 16enne ha mostrato delle contraddizioni, che ha fatto allarmare i Carabinieri e il pm. Di comune accordo hanno chiamato il procuratore dei minori e hanno messe alle strette i ragazzi facendoli confessare.

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