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4 dicembre referendum: votare SI o NO

Riforma Matteo Renzi

Il 4 dicembre si avvicina e tutti gli abitanti della penisola italiana dovranno andare votare a favore o contro la riforma attuata dal premier Matteo Renzi in collaborazione con il ministro Maria Elena Boschi.
Il 4 dicembre si avvicina e tutti gli abitanti della penisola italiana dovranno andare votare a favore o contro la riforma attuata dal premier Matteo Renzi in collaborazione con il ministro Maria Elena Boschi. Il dilemma sarà quello riguardante la decisione di voto positivo oppure negativo. In tal caso però il Presidente del Consiglio ha già comunicato che se a vincere fosse il No, metterebbe fine alla sua vita politica e di conseguenza rassegnerebbe le dimissioni dalla carica che tutt'ora ricopre. In uno dei suoi tanti interventi, Matteo Renzi ha esortato il popolo italiano ad informarsi bene su ciò che dovrà votare per avere la piena consapevolezza di cosa si sta andando a scegliere. Per arrivare alla data del 4 Dicembre però, sono serviti vari iter burocratici dettate da date importanti come il 12 aprile con l'approvazione della Camera prima e del Suprema corte poi in data 15 luglio. 

Prima però di decidere cosa votare è giusto quindi sapere cosa si sta andando a fare, urge una spiegazione per tutti. Maria Elena Boschi con la sua riforma ha inserito diverse novità, come l'aumento delle firme per una legge di iniziativa popolare e la diminuzione dei parlamentari. Ciò come giusto che sia ha portato diversi politici a schierarsi da una parte e dall'altra, infatti oltre al Premier Renzi. Nella fila dei favorevoli al Si, troviamo anche Giorgio Napolitano, ex Presidente della Repubblica, in carica prima dell'attuale Sergio Mattarella.

In caso si votasse Si quindi ci sarebbe quindi un vantaggio economico visto che ci sarebbe l'abolizione del Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro), la modifica di alcune decisioni spettanti al Senato che metterebbe fine al bicameralismo perfetto con un conseguente miglioramento democratico.

Nel caso in cui si decidesse di votare No, ci sarebbe l'immunità parlamentare per alcuni membri del Senato. Le leggi prima di essere approvate dovrebbero subire 7 procedimenti legislativi diversi e ciò porta ad un risparmio solo del 20% in chiave economica. Inoltre si va anche ad aumento delle firme in caso di legge con iniziativa popolare, infatti dalle attuali 50 mila, si salirebbe alle 150 mila.

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