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50 comuni nel Chietino uniti contro l'invasione dei cinghiali

In primis la salvaguardia delle persone

Una continua lotta quella dei cittadini del Chietino contro i numerosi cinghiali che mettono seriamente a rischio la vita dei passanti ed il raccolto coltivato dai contadini.
Una continua lotta quella dei cittadini del Chietino contro i numerosi cinghiali che mettono seriamente a rischio la vita dei passanti ed il raccolto coltivato dai contadini.

Dopo una lunga serie di incidenti, la situazione legata all'invasione dei cinghiali sta diventando alquanto grave. Purtroppo l'ultimo fatto di cronaca riguarda la morte di una giovane donna di 37 anni, operaia della ditta Sevel e residente nella città di Bomba, a causa di un incidente stradale mentre si trovava sulla strada di ritorno dal suo lavoro. Irrompendo improvvisamente sulla carreggiata, questi animali selvatici hanno causato così l'incidente. Oltre a questo, altri incidenti stradali si sono verificati per lo stesso motivo, ma fortunatamente nessuno ha avuto l'analogo e triste epilogo riportando solo ingenti danni economici alle auto ed alcune ferite.

A prendere provvedimenti contro episodi di questo tipo, sono state le amministrazioni comunali di oltre 50 comuni della provincia di Chieti. Mentre alcuni, come ad esempio Ortona, seppur hanno registrato simili incidenti denunciati dai residenti del posto hanno preferito non agir con alcun mezzo facendo restare invariata la situazione. Nella lista invece si possono elencare i nomi di alcune cittadine più colpite da questo fenomeno, ovvero i comuni di Casoli, Altino, Fossacesia, Castelfrentano, Torino di Sangro ed Atessa.

L'accordo preso tra i circa 50 comuni prevede per l'appunto l'abbattimento di queste bestie selvatiche per far sì che non si registrino più fatti pericolosi nelle varie zone di campagna. L'ordinanza messa in atto dal prefetto ha una durata di validità fino alla fine del 2017, cosicché la massa di cinghiali sia del tutto estinta oppure quanto meno ridotta. Nonostante non sia una bell'azione da commettere, è stata un po' come un'ultima spiaggia data la gravità dei fatti accaduti.

Tra gli scopi primari di tale provvedimento vi sono la salvaguardia in primis delle persone e degli agricoltori, il cui operato vive già momenti di difficoltà per effetto sia dalla crisi economica sia dalla concorrenza di altri paesi, nella fattispecie quelli africani.

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