Comune.info
Dopo il ciclone dello scorso fine settimana
Lo scorso fine settimana un ciclone ha imperversato nel Molise producendo una serie di danni enormi in diversi comuni e dopo una prima "conta dei danni" che in alcune località deve ancora essere portata a termine, è già arrivata la decisione, da parte di 7 comuni, di richiedere lo "stato di calamità".
I comuni che hanno formalizzato la richiesta sono quelli di Agnone, Morrone del Sannio, Rotello, Ururi, San Giuliano di Puglia, Montorio nei Frentani e Trivento, con quest’ultimo che presenta la situazione più difficile tra tutti. A Trivento infatti, la conta dei danni non è ancora terminata, dato che i sopralluoghi di verifica della situazione sono ancora in corso. Sempre a Trivento, alcune strade che collegano il paese ad alcune contrade, sono state chiuse come misura precauzionale presa dal sindaco del paese, Domenico Santarelli. I pesanti danneggiamenti di queste strade sono dovute alle pesanti piogge che hanno interessato la zona a seguito dell’arrivo del ciclone.
Il Primo Cittadino ha dichiarato che al momento dei sopralluoghi sono apparse davanti agli occhi delle scene che "sembravano di guerra". La prima stima dei danni parla di almeno 500mila euro, somma relativa alle sole strutture pubbliche, e dato per ora provvisorio. Se a questo si sommano poi i danni subiti dai privati, e dalle aziende del comprensorio, la somma diventa molto più alta.
Da questo motivo è nata la scelta di chiedere lo "stato di calamità", decisione che potrebbe presto essere adottata anche da altri comuni appartenenti alla zona dell’Alto Molise, anche loro colpiti dalle piogge e dai disagi causati.
A Trivento, il comune più colpito, la bomba d’acqua ha causato anche il crollo di un ponte, oltre all’allagamento di strade e cambi, smottamenti, crolli di abitazioni ed altri danni. La violenza e la durata della pioggia hanno anche causato il ritardo degli aiuti, visto che anche i vigili del fuoco in alcuni casi si sono trovati nell’impossibilità di raggiungere tutti i punti dove prestare soccorso.
Nel momento del violento nubifragio molti cittadini hanno telefonato sia alla Protezione Civile che agli stessi vigili del fuoco, oltre che ai carabinieri ed autorità, e tutti hanno cercato di fare la loro parte per aiutare la popolazione che ha subito danni. Un lavoro che ha portato i suoi frutti, ma sicuramente lungo e difficile.
I comuni che hanno formalizzato la richiesta sono quelli di Agnone, Morrone del Sannio, Rotello, Ururi, San Giuliano di Puglia, Montorio nei Frentani e Trivento, con quest’ultimo che presenta la situazione più difficile tra tutti. A Trivento infatti, la conta dei danni non è ancora terminata, dato che i sopralluoghi di verifica della situazione sono ancora in corso. Sempre a Trivento, alcune strade che collegano il paese ad alcune contrade, sono state chiuse come misura precauzionale presa dal sindaco del paese, Domenico Santarelli. I pesanti danneggiamenti di queste strade sono dovute alle pesanti piogge che hanno interessato la zona a seguito dell’arrivo del ciclone.
Il Primo Cittadino ha dichiarato che al momento dei sopralluoghi sono apparse davanti agli occhi delle scene che "sembravano di guerra". La prima stima dei danni parla di almeno 500mila euro, somma relativa alle sole strutture pubbliche, e dato per ora provvisorio. Se a questo si sommano poi i danni subiti dai privati, e dalle aziende del comprensorio, la somma diventa molto più alta.
Da questo motivo è nata la scelta di chiedere lo "stato di calamità", decisione che potrebbe presto essere adottata anche da altri comuni appartenenti alla zona dell’Alto Molise, anche loro colpiti dalle piogge e dai disagi causati.
A Trivento, il comune più colpito, la bomba d’acqua ha causato anche il crollo di un ponte, oltre all’allagamento di strade e cambi, smottamenti, crolli di abitazioni ed altri danni. La violenza e la durata della pioggia hanno anche causato il ritardo degli aiuti, visto che anche i vigili del fuoco in alcuni casi si sono trovati nell’impossibilità di raggiungere tutti i punti dove prestare soccorso.
Nel momento del violento nubifragio molti cittadini hanno telefonato sia alla Protezione Civile che agli stessi vigili del fuoco, oltre che ai carabinieri ed autorità, e tutti hanno cercato di fare la loro parte per aiutare la popolazione che ha subito danni. Un lavoro che ha portato i suoi frutti, ma sicuramente lungo e difficile.