A Belluno parte il progetto "cittadini sentinella"
Coinvolte 55mila persone
Di "controllo di vicinato" si parla ormai da diverso tempo in molte località italiane. Nel Bellunese questa operazione, che mette a disposizione delle "forze dell’ordine" le orecchie e gli occhi dei cittadini, prende in via in 5 comuni, tra i quali il capoluogo di provincia, e teoricamente potrebbe coinvolgere circa 55mila persone. Oltre a Belluno, gli altri comuni coinvolti sono Alpago, Chies, Ponte delle Alpi e Tambre.
La partenza del "controllo di vicinato" nel Bellunese, segue altre operazioni dello stesso tipo che sono state avviate, con successo, in diverse zone del Veneto. Il protocollo d’intesa che dà il via all’operazione è stato siglato dai rappresentanti dei comuni interessati e dal Prefetto di Belluno, oltre che fai vertici provinciali delle varie forze dell’ordine, Polizia, Carabinieri, Corpo Forestale eGuardia di Finanza. Un protocollo, che successivamente potrà essere esteso anche ad altri comuni e che ha ricevuto anche l’approvazione del ministero dell’Interno.
Per questa operazione, nella quale i cittadini diventeranno "sentinelle" si è provveduto alla divisione in "frazioni" dei territori comunali, individuando per ciascuna di esse un coordinatore, il cui compito sarà quello di fare da "filtro", raccogliendo le segnalazioni che arrivano dai cittadini per poi trasferirle alle forze dell’ordine.
Le segnalazioni, secondo quanto ha spiegato il Prefetto di Belluno, che oltre ad interessare persone od auto sospette, potranno riguardare anche situazioni di possibile degrado, come ad esempio danneggiamenti, od anche scritture sui muri sa parte dei "writers" e possibili "fattori di rischio ambientale". Il Prefetto ha spiegato, ad esempio, come il guasto ad un lampione possa essere un vantaggio per chi vuole effettuare uno scippo od una rapina, e quindi deve essere segnalato.
Una volta individuate le persone che devono fungere da "coordinatore", saranno opportunamente formate attraverso un corso che sarà promosso dalla Prefettura, con docenti dei rappresentanti delle varie forze dell’ordine. All’interno dei vari gruppi, viene lasciata ampia facoltà di scelta dei mezzi di comunicazione, comprese quelle tecnologicamente avanzate, come WhatsApp, in modo che lo scambio di informazioni sia continuo, ma senza uscire all’esterno del gruppo, cosa che vanificherebbe l’operato investigativo.
Il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, ha spiegato che nel suo comune si partirà immediatamente con alcune frazioni, nei quali i gruppi sono già strutturati, Si tratta di Caleipo, Salce, Faverga, Castoi e Bolzano bellunese, mentre per altri si deve attendere la formazione dei gruppi.
La partenza del "controllo di vicinato" nel Bellunese, segue altre operazioni dello stesso tipo che sono state avviate, con successo, in diverse zone del Veneto. Il protocollo d’intesa che dà il via all’operazione è stato siglato dai rappresentanti dei comuni interessati e dal Prefetto di Belluno, oltre che fai vertici provinciali delle varie forze dell’ordine, Polizia, Carabinieri, Corpo Forestale eGuardia di Finanza. Un protocollo, che successivamente potrà essere esteso anche ad altri comuni e che ha ricevuto anche l’approvazione del ministero dell’Interno.
Per questa operazione, nella quale i cittadini diventeranno "sentinelle" si è provveduto alla divisione in "frazioni" dei territori comunali, individuando per ciascuna di esse un coordinatore, il cui compito sarà quello di fare da "filtro", raccogliendo le segnalazioni che arrivano dai cittadini per poi trasferirle alle forze dell’ordine.
Le segnalazioni, secondo quanto ha spiegato il Prefetto di Belluno, che oltre ad interessare persone od auto sospette, potranno riguardare anche situazioni di possibile degrado, come ad esempio danneggiamenti, od anche scritture sui muri sa parte dei "writers" e possibili "fattori di rischio ambientale". Il Prefetto ha spiegato, ad esempio, come il guasto ad un lampione possa essere un vantaggio per chi vuole effettuare uno scippo od una rapina, e quindi deve essere segnalato.
Una volta individuate le persone che devono fungere da "coordinatore", saranno opportunamente formate attraverso un corso che sarà promosso dalla Prefettura, con docenti dei rappresentanti delle varie forze dell’ordine. All’interno dei vari gruppi, viene lasciata ampia facoltà di scelta dei mezzi di comunicazione, comprese quelle tecnologicamente avanzate, come WhatsApp, in modo che lo scambio di informazioni sia continuo, ma senza uscire all’esterno del gruppo, cosa che vanificherebbe l’operato investigativo.
Il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, ha spiegato che nel suo comune si partirà immediatamente con alcune frazioni, nei quali i gruppi sono già strutturati, Si tratta di Caleipo, Salce, Faverga, Castoi e Bolzano bellunese, mentre per altri si deve attendere la formazione dei gruppi.