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A Trieste donne musulmane in spiaggia con abiti lunghi e velo

Al "Pedocin" spiaggia per sole donne

Al "Pedocin" spiaggia per sole donne: a Trieste donne musulmane in spiaggia con abiti lunghi e velo
Il Pedocin, la storica struttura sulla spiaggia di Trieste, è scelta da molte donne musulmane che desiderano "prendere il sole" senza ricadere sotto gli sguardi degli uomini. In molti casi ci sono anche donne con il "burkini".

Normalmente il Pedocin vede la presenza di bikini e "seni al vento", ma in questa estate 2016 ha fatto la sua comparsa anche il "burkini", il costume che le copre il corpo in maniera quasi integrale, con i soli piedi, volto e mani scoperti, e scelto dalla maggioranza delle donne di religione musulmana. Infatti, al bagno Lanterna del capoluogo della Venezia Giulia, un angolo di mare situato proprio nel centro della città, vige ancora la vecchia divisione che prevede donne da una parte e uomini dall’altra. Una situazione che va molto bene per le donne musulmane ed infatti, avvicinandosi alla zona riservata alle donne, in mezzo a tante voci con dialetto triestino, si sentono anche delle conversazioni in arabo. 

Le donne musulmane, dopo la fine del "ramadan", sono tornate a frequentare il mare, e la spiegazione, data da una giovane donna tunisina è che "dopo un lungo periodo senza acqua, le alte temperature non le reggiamo"- La spiegazione di questa scelta da parte delle donne musulmane è semplice ed immediata, negli altri luoghi i maschi le fissano in misura maggiore. Una volta nel bagno le ragazze musulmane non disdegnano di stare in acqua, anche se con il costume "intero" senza che siano arrivate polemiche e confronti tra "bikini" e "burkini", mentre invece le polemiche, dopo essere partite sulle spiagge francesi della Costa Azzurra, sono arrivate, negli ultimi giorni, anche su quelle della Corsica.

Diverse ragazze hanno accettato di parlare di questa scelta, che per molte è arrivata dopo tanti anni di "vestiti e costumi di tipo occidentale", come una giovane marocchina che ha parlato della sorella praticante e della sua religiosità meno puntuale; ed è per questo, continua la ragazza, che portiamo due costumi diversi. Secondo il personale che si occupa dei bagni Lanterna parla di una ventina di donne che frequentano lo stabilimento, poi alcune signore locali spiegano che l’anno scorso erano molte di più. Secondo la ragazza marocchina, anche portare il velo è una scelta e non un obbligo, come si sostiene, senza informarsi. La sua scelta di togliere il velo è infatti dovuta al fatto di non riuscire a trovare lavoro, ed anche quando inviava il suo curriculum non otteneva nessuna risposta. Secondo un’altra donna marocchina, a contribuire a questo stato di tensione sono stati anche gli ultimi avvenimenti che hanno visto il coinvolgimento dell’Isis.

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