comune.info

Home › Notizie

Addio a Tina Anselmi, la prima donna ministro del governo

Nell'Italia repubblicana

Nella notte tra il 31 ottobre ed il 1° novembre è morta Tina Anselmi, ex parlamentare, nota soprattutto per essere stata la prima donna a ricoprire l’incarico di ministro. La Anselmi aveva 89 anni e viveva a Castelfranco Veneto. In gioventù, aveva fatto parte anche delle formazioni partigiane durante la resistenza, prendendosi il nome di battaglia "Gabriella" e impegnandosi come staffetta.

Durante la sua attività politica fu anche a capo della commissione che indagava sulla loggia P2 e questo le aveva causato diffidenze, che la esclusero dalla corsa a Capo dello Stato, quando nel 2006, venne eletto Napolitano.

Una donna che è poco conosciuta ai giorni nostri, perché diversa dal solito clichè dei politici, poco appariscente, e che ha lasciato con tranquillità la sua poltrona circa 20 anni fa tornando da Roma a Castelfranco Veneto, suo luogo di nascita.

Dopo la liberazione aveva lavorato come maestra nelle scuole elementari, e si era impegnata nel sindacato, come cattolica di sinistra. Questo la portò successivamente ad entrare in politica con la Democrazia Cristiana, seguendo le orme di Aldo Moro, che nel variegato mondo DC era il suo "mentore".

In parlamento, Tina Anselmi è stata protagonista di molte battaglie, tra cui si ricordano quelle della sanità pubblica e la difesa dei diritti del "gentil sesso". Nel governo di "unità nazionale" del 1976, successivo all’uccisione di Aldo Moro, che venne sostenuto esternamente dall’allora Pci, la Anselmi divenne titolare del dicastero del lavoro e della "previdenza sociale", e durante il suo periodo da ministro mise un grande impegno sia per garantire la parità tra i due sessi, che per avviare concertazioni con i sindacati.

Successivamente fu anche ministro della sanità e si deve anche a lei la realizzazione del SSN pubblico, che garantisce a tutti accesso alla sanità. Una grande operazione di "welfare", che oggi viene data per scontata, ma che all’epoca fu frutto di un intenso lavoro da parte di chi lo aveva realizzato, ed è sicuramente più garantista di quelli esistenti in altre nazioni.

Alla presidenza della commissione d’inchiesta sulla loggia P2 fu chiamata nel 1981, dalla presidente della Camera, Nilde Iotti, e durante il suo incarico ricevette molte pressioni da parte di molti "poteri forti", oltre a trovare anche 7 chili di tritolo davanti alla sua casa. Una carica nella quale ebbe un costante appoggio da parte del presidente Pertini.

Dopo aver lasciato la politica e tutte le cariche pubbliche, in molte delle tornate elettive dei presidenti della Repubblica venne fuori il suo nome, ma evidentemente i molti nemici che si era "guadagnata" nel corso della sua attività politica, le hanno sempre sbarrato la strada. Molti i messaggi di cordoglio che sono stati pubblicati da parte di esponenti di tutte le forze politiche.

← Tutti: Notizie