Allarme spopolamento nei piccoli comuni italiani
Sotto indagine i comuni con meno di 5000 abitanti
Allarme spopolamento nei piccoli comuni italiani. Sotto indagine i comuni con meno di 5000 abitanti.
I dati statistici nei grandi paesi del vecchio continente, come l'Italia, la Germania e la Francia, permettono di delineare un fenomeno che si sta confermando in maniera sempre più preoccupante nel corso dell'ultimo decennio: l'Europa sta inesorabilmente invecchiando, e a tale trend non si contrappone un sufficiente tasso di natalità. Se questa tendenza genera degli effetti negativi nel settore produttivo e nell'ambito dei costi della previdenza sociale, le ripercussioni si fanno sentire anche per quel che riguarda la demografia delle aree rurali del nostro paese.
La fotografia della situazione attuale è stata effettuata da un recente studio realizzato dal Cresme, il Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell'edilizia, per conto di Legambiente e Anci, con l'intento di monitorare l'andamento demografico dei comuni italiani con una popolazione al di sotto dei 5 mila abitanti. I risultati della ricerca, presentati a Roma in occasione del convegno "La modernità dei piccoli comuni", possono essere considerati allarmanti: i piccoli centri sono sempre più spopolati, il numero degli edifici abbandonati in queste aree ammonta a circa 2 milioni e i residenti sono in gran parte anziani. Le statistiche ci dicono che quasi la metà dei comuni italiani (2430 realtà su 5627) è minacciato dal fenomeno dello spopolamento, un dato che deve far riflettere: il nostro paese è infatti caratterizzato dalla presenza di numerosi centri di media o piccola estensione, a fronte di poche città che superano i 500 mila abitanti, per cui le loro difficoltà demografiche si ripercuotono anche in ambito economico e sociale.
Ad esempio, lo studio ha messo in evidenza come la situazione attuale non consente ai piccoli comuni di attirare flussi turistici consistenti, alla luce di una mancanza di forze giovani capaci di creare impresa ed implementare nuovi servizi. Urge quindi ideare delle misure finalizzate ad incentivare il ripopolamento delle piccole città, come "Voler bene all'Italia", un evento che coinvolge i piccoli comuni italiani ideato da Legambiente in cooperazione con diverse associazioni ecologiche, con l'intento di conferire visibilità alle zone rurali per scoprirne le potenzialità di crescita e non rassegnarsi al fenomeno in atto.
La fotografia della situazione attuale è stata effettuata da un recente studio realizzato dal Cresme, il Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell'edilizia, per conto di Legambiente e Anci, con l'intento di monitorare l'andamento demografico dei comuni italiani con una popolazione al di sotto dei 5 mila abitanti. I risultati della ricerca, presentati a Roma in occasione del convegno "La modernità dei piccoli comuni", possono essere considerati allarmanti: i piccoli centri sono sempre più spopolati, il numero degli edifici abbandonati in queste aree ammonta a circa 2 milioni e i residenti sono in gran parte anziani. Le statistiche ci dicono che quasi la metà dei comuni italiani (2430 realtà su 5627) è minacciato dal fenomeno dello spopolamento, un dato che deve far riflettere: il nostro paese è infatti caratterizzato dalla presenza di numerosi centri di media o piccola estensione, a fronte di poche città che superano i 500 mila abitanti, per cui le loro difficoltà demografiche si ripercuotono anche in ambito economico e sociale.
Ad esempio, lo studio ha messo in evidenza come la situazione attuale non consente ai piccoli comuni di attirare flussi turistici consistenti, alla luce di una mancanza di forze giovani capaci di creare impresa ed implementare nuovi servizi. Urge quindi ideare delle misure finalizzate ad incentivare il ripopolamento delle piccole città, come "Voler bene all'Italia", un evento che coinvolge i piccoli comuni italiani ideato da Legambiente in cooperazione con diverse associazioni ecologiche, con l'intento di conferire visibilità alle zone rurali per scoprirne le potenzialità di crescita e non rassegnarsi al fenomeno in atto.