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Anci batte lo Stato: 100 milioni di euro di risarcimento ai comuni "nucleari"

Recente vittoria in aula

Una lunga battaglia legale che era stata avviata contro lo stato da parte degli enti locali, si è conclusa pochi giorni fa con la vittoria di questi ultimi, che ora si vedranno risarcire complessivamente 100 milioni di euro. I comuni che avevano avviato la causa, con il supporto dell’Anci, sono quelli gravati da "servitù nucleari"; si tratta in effetti di quelli che dopo il referendum sulle centrali nucleari svoltosi nel 1987, continuavano ad avere nel territorio del comune sia gli impianti che le strutture, fino al momento in cui non si completi lo smantellamento. 

Nel 2003 era stato deciso che questi Comuni avevano diritto ad un "risarcimento", che sarebbe stato finanziato con un aumento della bolletta elettrica. Due anni dopo invece, nel 2005. Da parte dello stato arrivò una decisione diversa, e cioè la cifra del rimborso venne ridotta al 30%, con conseguente ricorso in giudizio da parte degli enti locali, che si sono sentiti defraudati di un diritto. La decisione favorevole ai Comuni, emessa dal Tribunale civile della capitale, è arrivata lo scorso 21 luglio, ed in base a questa lo Stato deve restituire le somme che ha trattenuto, agendo in maniera indebita, e pagare anche gli interessi di legge su queste cifre, raggiungendo così circa 100 milioni di euro.

Il presidente della "Consulta Anci" Andrea Potinaro, uno dei maggiormente interessati, in quanto ricopre la carica di primo cittadino del comune di Trino Vercellese, che dovrebbe vedersi riconoscere 15 milioni di euro di risarcimento, ha commentato la sentenza del tribunale di Roma, dichiarando la sua soddisfazione sia per la vittoria in aula, che sancisce il diritto dei cittadini residenti nei comuni coinvolti a percepire le somme a titolo di risarcimento, sia per il grande spirito unitario che l’Anci ha mostrato in questa occasione. Anche il vicesindaco del comune di Caorso, altro centro interessato ai rimborsi, con circa 26 milioni di euro, si è detto soddisfatto, ma con il rammarico che si sia dovuti passare per le aule giudiziarie anziché vedere riconosciuto un diritto da parte delle istituzioni, sprecando sicuramente tempo ed energie, oltre a risorse dei cittadini italiani.

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