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Arezzo: partorisce con documenti falsi e cede la bimba

Inganno ai danni dell'ospedale

Una donna ha partorito in ospedale utilizzando dei documenti falsi, cedendo in seguito la propria bimba a una coppia di genitori che non poteva avere figli. La vicenda, avvenuta quattro mesi fa nella struttura sanitaria di Arezzo, è stata scoperta attraverso alcune analisi del sangue e un'indagine delle forze di Polizia.

INGANNO AI DANNI DELL'OSPEDALE - Era riuscita ad ingannare per quattro mesi i medici dell'ospedale di Arezzo, dove solo poco tempo prima aveva dato alla luce la sua bimba: tuttavia, a seguito di una semplice analisi del sangue in laboratorio e di alcuni controlli incrociati eseguiti dalla Polizia di Montevarchi, si è scoperto che la donna aveva partorito utilizzando invece dei documenti d'identità falsi al fine di cedere poi la sua bimba a una coppia di coniugi che non può avere figli. Protagonista della vicenda è una giovane madre rom che, d'accordo con una coppia impossibilitata a procreare, si era presentata nella struttura sanitaria aretina con il documento d'identità della donna a cui in seguito avrebbe consegnato la neonata. 

I CONTROLLI INCROCIATI E LA DENUNCIA - A far scattare le indagini sono state le analisi del sangue eseguite successivamente e che hanno rilevato delle "anomalie nel parto" e insospettito i medici dell'ospedale: la constatazione che il gruppo sanguigno della bimba non coincideva con quello dell'uomo che l'aveva registrata come sua figlia ha portato la ASL a richiedere l'intervento della Polizia. Agli uomini del commissariato di Montevarchi è bastato controllare i documenti della neo-mamma per appurare che la foto sulla carta d'identità mostrata in ospedale era stata maldestramente incollata e che dunque l'inganno era stato perpetrato al fine di poter cedere la bambina. La sezione anticrimine di Montevarchi ha proceduto dunque a denunciare l'uomo che ha registrato la piccola come sua figlia e che ora dovrà rispondere di "alterazione di stato". Nel frattempo, le indagini continuano dato che gli inquirenti vogliono verificare se vi sia stata anche una transazione di denaro alla base della truffa e se dietro non vi sia una più vasta rete criminale internazionale dedita al traffico di minori: la neonata, invece, è stata immediatamente affidata ai servizi sociali su decisione del Tribunale di Montevarchi.

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