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Sistema comunale in tilt

Il sistema degli asili nido a Firenze, quest’anno rischia di andare in "tilt" costringendo molti genitori a pagare caro per l’inefficienza che è stata dimostrata dal comune. A divulgare questo problema sono stati tre consiglieri comunali, Giacomo Trombi, Tommaso Grassi e Donella Verdi, che appartengono al gruppo "Firenze riparte a sinistra", che oltre a parlare di sistema in tilt, chiamano l’amministrazione comunale del capoluogo toscano ad effettuare un’autocritica, visto che del cambio di rotta relativo ai buoni regionali, nessuno ha pensato ad avvisare le famiglie interessate. 

Fino allo scorso anno i buoni regionali venivano erogati direttamente alle famiglie che ne avevano diritto, mentre da quest’anno vengono corrisposti al comune, che li utilizzerà successivamente per "comprare" un certo numero di posti negli asili privati. Di questo cambiamento non sono state avvisate le famiglie, molte delle quali avevano già provveduto ad effettuare l’iscrizione e si trovano ora senza la corresponsione del buono regionale. Una procedura nettamente invertita, ma soprattutto non adeguatamente comunicata, e proprio su questo punto si incentra la protesta dei tre consiglieri, che chiamano in causa il Comune per risolvere i problemi che verranno a crearsi nel prossimo mese di settembre.

Il cambiamento delle regole interessa tutte quelle coppie che, non potendo farne a meno, rientrano al lavoro poco dopo la nascita del figlio, e non trovando posto negli asili comunali, entrano nelle "famigerate" liste di attesa, e quindi decidono di optare per il privato, effettuando anche la pre-iscrizione, proprio per essere sicuri di ottenere il posto, contando poi sul buono regionale. In questo caso, avere effettuato la pre-iscrizione si è rivelato addirittura un "boomerang", in quantol’asilo nido privato, ora non è nemmeno in grado di "offrire" il medesimo posto al Comune.

Il risultato di questo cambiamento condanna quindi i genitori che hanno già fatto la pre-iscrizione a restare senza il contributo regionale, e quindi pagare interamente la retta, che in alcuni casi arriva anche a 700 euro al mese. Oltre a questo c’è anche il problema per molti genitori, quelli che ancora non hanno eseguito l’iscrizione del proprio figlio, di trovarsi costretti a portare i figli in zone molto lontane dalle loro abitazioni, con notevole perdita di tempo.

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