Molise: terapia psicologica anche per i detenuti
Modello ripreso dall'Argentina
Secondo la psicologa Alessandra Argentiere fare terapia di gruppo negli istituti penitenziari è molto importante per conoscere meglio le esperienze pregresse dei detenuti ed i motivi delle loro azioni, così come avviene anche in Argentina.
L'esperta di psicoanalisi spiega che lavora per l'Azienda sanitaria della regione Molise e presta il suo servizio nei tre carceri della Regione ed in particolare racconta il suo ruolo svolto all'interno del carcere dove fa più ore.
L'istituto penitenziario ha diverse sezioni, ognuna di esse è dedicata ad una determinata categoria di detenuti, a seconda che venga richiesto un regime a media o alta sicurezza, se si tratta di collaboratori di giustizia o a custodia attenuata. Ogni persona quindi ha diverse esigenze psicologiche.
Ogni volta che un detenuto entra per la prima volta in carcere, la psicologa organizza un primo incontro con tutti i nuovi arrivati attraverso il quale può tracciare il profilo psicologico di ognuno, studiare se sono presenti avvenimenti particolari nel passato che possono turbarlo nel presente e capire se è in grado di adattarsi alla vita detentiva.
Dopo di che hanno la precedenza gli individui che sono più suscettibili e che maggiormente hanno bisogno di parlare di sé e farsi comprendere. Ad uno ad uno vengono così chiamati per dei colloqui individuali, ovviamente solo se il detenuto è disposto a collaborare.
In base all'esito del colloquio poi la psicologa sceglie se attuare una terapia di gruppo oppure individuale. Contrariamente a ciò che si pensa la terapia psicologica di gruppo aiuta a consolidare le qualità del singolo e lo sprona a migliorare vedendo gli altri che migliorano.
La terapia di gruppo da esperimento è così diventata un vero e proprio corso, al quale vengono fatte sempre più richieste di voler partecipare. Nonostante in carcere vengono svolte anche altre attività come il canto, musica e teatro, la terapia di gruppo viene preferita alle altre perché seppur non viene insegnato nulla di concreto, dà la possibilità ai partecipante di imparare molto. Il lavoro della psicologa però non finisce con le sedute ma continua anche quando i detenuti sono impegnati a scuola e nei laboratori.
L'esperta di psicoanalisi spiega che lavora per l'Azienda sanitaria della regione Molise e presta il suo servizio nei tre carceri della Regione ed in particolare racconta il suo ruolo svolto all'interno del carcere dove fa più ore.
L'istituto penitenziario ha diverse sezioni, ognuna di esse è dedicata ad una determinata categoria di detenuti, a seconda che venga richiesto un regime a media o alta sicurezza, se si tratta di collaboratori di giustizia o a custodia attenuata. Ogni persona quindi ha diverse esigenze psicologiche.
Ogni volta che un detenuto entra per la prima volta in carcere, la psicologa organizza un primo incontro con tutti i nuovi arrivati attraverso il quale può tracciare il profilo psicologico di ognuno, studiare se sono presenti avvenimenti particolari nel passato che possono turbarlo nel presente e capire se è in grado di adattarsi alla vita detentiva.
Dopo di che hanno la precedenza gli individui che sono più suscettibili e che maggiormente hanno bisogno di parlare di sé e farsi comprendere. Ad uno ad uno vengono così chiamati per dei colloqui individuali, ovviamente solo se il detenuto è disposto a collaborare.
In base all'esito del colloquio poi la psicologa sceglie se attuare una terapia di gruppo oppure individuale. Contrariamente a ciò che si pensa la terapia psicologica di gruppo aiuta a consolidare le qualità del singolo e lo sprona a migliorare vedendo gli altri che migliorano.
La terapia di gruppo da esperimento è così diventata un vero e proprio corso, al quale vengono fatte sempre più richieste di voler partecipare. Nonostante in carcere vengono svolte anche altre attività come il canto, musica e teatro, la terapia di gruppo viene preferita alle altre perché seppur non viene insegnato nulla di concreto, dà la possibilità ai partecipante di imparare molto. Il lavoro della psicologa però non finisce con le sedute ma continua anche quando i detenuti sono impegnati a scuola e nei laboratori.