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Per i comuni con oltre 3000 abitanti
Secondo la notizia emersa nei giorni scorsi dagli uffici dell'ANSA, Roberta Mori e Gianluca Gardini hanno inviato una distinta a tutte le giunte comunali dell'Emilia Romagna che superano i 3mila abitanti invitandoli ad inserire in organico una componente non inferiore al 40 per cento sia di sesso maschile che femminile.
Secondo la notizia emersa nei giorni scorsi dagli uffici dell'ANSA, Roberta Mori e Gianluca Gardini hanno inviato una distinta a tutte le giunte comunali dell'Emilia Romagna che superano i 3mila abitanti invitandoli ad inserire in organico una componente non inferiore al 40 per cento sia di sesso maschile che femminile.
Ciò è quanto previsto dalla Legge n.56 del 7 aprile 2014 firmata dal ministro Graziano Delrio ciascuna composizione di giunta di ogni comune che abbia a partire dal numero di 3mila abitanti a salire debba conformarsi al principio sancito dall'articolo 51 della Costituzione Italiana. Quest'ultimo infatti prevede che tutti i cittadini italiani, sia di sesso maschile che di sesso femminile, possono ricoprire qualsiasi ruolo all'interno degli uffici pubblici oppure nello svolgimento di funzioni elettive purché non venga contraddetto il principio di uguaglianza e di parità.
Dopo essere venuti a conoscenza che alcuni comuni andavano contro ai disegni di legge ecco inviata dunque la lettera da parte di Gianluca Gardini, Difensore civico della Regione Emilia Romagna, e di Roberta Mori, Presidente della commissione regionale Parità. I due hanno infatti richiamato all'attenzione tutti i comuni aventi un numero superiore a 3mila abitanti, ricordando a questi ultimi che nella composizione della loro amministrazione comunale nessuno dei due sessi può essere rappresentato in numero percentuale inferiore al 40 per cento della stessa.
Nella stesura della lettera indirizzata direttamente ai vari sindaci dei comuni in questione viene poi sottolineata che qualsiasi atto emanato dalla Giunta comunale non a norma viene dichiarato invalido, poiché in base alla giurisprudenza amministrativa risulta essere totalmente illegittimo. Perciò per tale motivo i primi cittadini in carica dovranno attenersi obbligatoriamente a quanto dichiarato per norma sia dalla Costituzione Italiana che dalla Legge Delrio osservandone i corretti criteri per la composizione della relativa giunta comunale.
Ciò è quanto previsto dalla Legge n.56 del 7 aprile 2014 firmata dal ministro Graziano Delrio ciascuna composizione di giunta di ogni comune che abbia a partire dal numero di 3mila abitanti a salire debba conformarsi al principio sancito dall'articolo 51 della Costituzione Italiana. Quest'ultimo infatti prevede che tutti i cittadini italiani, sia di sesso maschile che di sesso femminile, possono ricoprire qualsiasi ruolo all'interno degli uffici pubblici oppure nello svolgimento di funzioni elettive purché non venga contraddetto il principio di uguaglianza e di parità.
Dopo essere venuti a conoscenza che alcuni comuni andavano contro ai disegni di legge ecco inviata dunque la lettera da parte di Gianluca Gardini, Difensore civico della Regione Emilia Romagna, e di Roberta Mori, Presidente della commissione regionale Parità. I due hanno infatti richiamato all'attenzione tutti i comuni aventi un numero superiore a 3mila abitanti, ricordando a questi ultimi che nella composizione della loro amministrazione comunale nessuno dei due sessi può essere rappresentato in numero percentuale inferiore al 40 per cento della stessa.
Nella stesura della lettera indirizzata direttamente ai vari sindaci dei comuni in questione viene poi sottolineata che qualsiasi atto emanato dalla Giunta comunale non a norma viene dichiarato invalido, poiché in base alla giurisprudenza amministrativa risulta essere totalmente illegittimo. Perciò per tale motivo i primi cittadini in carica dovranno attenersi obbligatoriamente a quanto dichiarato per norma sia dalla Costituzione Italiana che dalla Legge Delrio osservandone i corretti criteri per la composizione della relativa giunta comunale.