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Calabria, altri comuni accolgono Rifugiati e Richiedenti Asilo

I comuni che aderiscono al Sprar

Con l'apertura di questa settimana si è allargato il numero dei comuni che aderiscono al Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar). I nuovi enti locali della provincia di Reggio Calabria che si aggiungono al programma di protezione sono una dozzina, mentre tredici quelli già esistenti per un totale di venticinque enti territoriali.

Tutti i comuni unitisi con gli altri organi competenti coinvolti nello Sprar, con il coordinamento provinciale "Agorà", posso fornire un servizio di accoglienza migliore a tutti i migranti. Tutto ciò fa onore alle comunità calabresi che favoriscono l'integrazione degli extracomunitari in fuga dalla triste realtà del loro Paese.

Ovviamente lo scopo dello Sprar è favorire non solo i rifugiati, ma anche i cittadini dei comuni coinvolti offrendo loro nuove opportunità di lavoro, incrementando le economie locali con fondi inviati dal Ministero dell’Interno e aumentando il numero della popolazione dei piccoli borghi reggini, i quali tornano ad essere presi in considerazione nel processo di globalizzazione.

Il progetto dello Sprar prevede la diffusione di piccoli centri di accoglienza che, al contrario di quelli di grandi dimensione, danno più possibilità di integrazione con il resto della società e favoriscono l'assistenzialismo fornendo servizi essenziali come la o gli sportelli postali.
Essendo un'iniziativa ancora agli albori molti faticano a comprendere il successo sociale, culturale ed economico che da essa si potrebbe ricavare. Tant'è vero che alcuni comuni che avevano inizialmente dato la loro disponibilità per l’accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati si sono poi tirati indietro rinunciando al privilegio di entrare a fare parte di questo grande progetto. Tale rinuncia ha costretto così gli enti territoriale che dovevano far fronte all'emergenza a preferire tendopoli e centri di prima accoglienza dove il numero degli ospiti è così elevato da rendere la situazione insostenibile.

Dunque tale Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati laddove funzionerebbe come previsto dal progetto rappresenta una sfida per tutti gli enti locali che insieme potranno prestare servizio di accoglienza in maniera legale e soprattutto proficua per la propria economia.

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