Comuni: lotta all'evasione fiscale
Flop degli incentivi, aderisce solo il 7% degli enti locali
Il varo di nuovi incentivi, promossi dal Fisco a favore degli enti locali al fine di combattere la piaga dell'evasione, si è rivelato un mezzo flop. Stando infatti a una ricerca pubblicata di recente dalla CGIA di Mestre, solamente il 7% dei Comuni italiani ha beneficiato degli sgravi: inoltre, il dato risulta essere preoccupante nel Sud Italia, dove la partecipazione all'attività di accertamento erariale è stata pressoché nulla.
SCARSA ADESIONE - Il Fisco tende una mano, ma le amministrazioni locali nicchiano: è questo quanto emerge dai dati resi noti dalla CGIA (Associazione Artigiani Piccole Imprese) di Mestre a proposito del ricorso agli incentivi approntati a favore dei Comuni della penisola. Il rapporto spiega che solo 550 enti comunali su 8000 (circa il 7% del totale) ha avviato un'attività collaborativa col Fisco per aumentare gli accertamenti sui tributi all'Erario tra cui Iva, Irpef e Irap e combattere così una piaga atavica quale quella dell'evasione fiscale. Insomma, nonostante le cifre facciano riferimento a un arco temporale che arriva fino al 2014, si delinea un quadro poco incoraggiante: tuttavia, la CGIA sottolinea anche che le somme recuperate dagli evasori italiani sono, di anno in anno, in costante aumento. La motivazione è semplice: dal 2010 ad oggi è cresciuta l'aliquota che il Fisco riconosce ai Comuni sulle riscossioni tributarie e che, nel quinquennio 2012-2017, è stata portata al 100%.
UNO SPECCHIO DELL'ITALIA - La ricerca della CGIA fotografa inoltre un'Italia a due facce e che sembra ancora procedere su binari paralleli. Nonostante siano pochi gli enti locali che hanno beneficiato dei contributi economici, si segnala comunque una maggiore adesione nel Nord Italia, e in particolare in Lombardia ed Emilia Romagna che sono risultate essere le regioni più virtuose; per quanto concerne i singoli Comuni, è Milano a guidare questa speciale graduatoria, seguito a ruota da Torino e Genova. E il Mezzogiorno? Ad eccezione di Reggio Calabria, Salerno, Lecce e pochi altri centri, la maggior parte delle amministrazioni meridionali non ha nemmeno avviato l'attività di segnalazione al Fisco, rimanendo così sostanzialmente inattive.
SCARSA ADESIONE - Il Fisco tende una mano, ma le amministrazioni locali nicchiano: è questo quanto emerge dai dati resi noti dalla CGIA (Associazione Artigiani Piccole Imprese) di Mestre a proposito del ricorso agli incentivi approntati a favore dei Comuni della penisola. Il rapporto spiega che solo 550 enti comunali su 8000 (circa il 7% del totale) ha avviato un'attività collaborativa col Fisco per aumentare gli accertamenti sui tributi all'Erario tra cui Iva, Irpef e Irap e combattere così una piaga atavica quale quella dell'evasione fiscale. Insomma, nonostante le cifre facciano riferimento a un arco temporale che arriva fino al 2014, si delinea un quadro poco incoraggiante: tuttavia, la CGIA sottolinea anche che le somme recuperate dagli evasori italiani sono, di anno in anno, in costante aumento. La motivazione è semplice: dal 2010 ad oggi è cresciuta l'aliquota che il Fisco riconosce ai Comuni sulle riscossioni tributarie e che, nel quinquennio 2012-2017, è stata portata al 100%.
UNO SPECCHIO DELL'ITALIA - La ricerca della CGIA fotografa inoltre un'Italia a due facce e che sembra ancora procedere su binari paralleli. Nonostante siano pochi gli enti locali che hanno beneficiato dei contributi economici, si segnala comunque una maggiore adesione nel Nord Italia, e in particolare in Lombardia ed Emilia Romagna che sono risultate essere le regioni più virtuose; per quanto concerne i singoli Comuni, è Milano a guidare questa speciale graduatoria, seguito a ruota da Torino e Genova. E il Mezzogiorno? Ad eccezione di Reggio Calabria, Salerno, Lecce e pochi altri centri, la maggior parte delle amministrazioni meridionali non ha nemmeno avviato l'attività di segnalazione al Fisco, rimanendo così sostanzialmente inattive.