Dopo 3 anni il Comune risarcisce un cittadino per una strada allagata
Fatti dal comune di Parabita
Il Comune di Parabita, in provincia di Lecce, dovrà pagare i danni ad un automobilista a causa dell’allagamento delle strade comunali. La sentenza contro l’amministrazione comunale è stata emessa il 12 settembre scorso dal Giudice di Pace di Gallipoli, ed a fronte di questa decisione il Comune dovrà sborsare più di duemila euro per risarcire l’automobilista che ha subito dei danni.
Le strade, comunali e nazionali, sono naturalmente soggetti ad allagamenti, in condizioni di pioggia estrema, e questa sentenza potrebbe aprire la via ad un contenzioso ben più ampio del singolo episodio avvenuto a Parabita, per cui le varie Amministrazioni Comunali rischiano di perdere la loro tranquillità relativamente a questo problema.
La vicenda che ha causato l’emissione di questa sentenza risale a circa tre anni prima, il 7 ottobre 2013, quando una autovettura, guidata da una donna, che proveniva da Gallipoli, mentre stava transitando sulla Via Gallipoli, a Parabita, dopo aver curvato a destra all’incrocio con Via della Stazione, si era trovata improvvisamente in mezzo alle acque che avevano riempito l’intera carreggiata. Questo ha fatto sì che l’auto si bloccasse immediatamente a causa dell’entrata dell’acqua nel vano motore, con gravi danni.
La donna aveva citato in giudizio l’Amministrazione Comunale di Parabita, chiedendo il risarcimento del danno subito dalla propria vettura, con l’assistenza di un avvocato, Maria Greco. Il Comune ha risposto negativamente alla richiesta della donna, affermando che la situazione di ristagno d’acqua in quel punto della strada era "notoria", e che quindi la possibilità di allagamento in caso di forti piogge era "prevedibile" e quindi non sanzionabile. Situazione che era stata segnalata anche più volte dai quotidiani locali che avevano pubblicato delle fotografie della zona che mostravano gli allagamenti dovuti alle piogge.
La tesi difensiva che è stata proposta dal Comune di Parabita è stata invece respinta dal Giudice di Pace, proprio a causa della "notorietà" della situazione, alla quale il Comune avrebbe dovuto porre rimedio, in prima istanza segnalando con adeguatezza il problema, e poi adoperandosi per risolverlo, in modo da evitare la continuazione del rischio. Nella sentenza si afferma che il Comune, in quanto "proprietario" di quel tratto di strada, è tenuto a controllarne l’efficienza, ed apporre rimedio alle situazioni di pericolo, anche se fossero state causate da terzi. Alla fine il Comune di Parabita dovrà corrispondere alla donna la cifra di 2314,11 euro, corrispondente al danno, oltre agli interessi legali, e pagare anche le spese del processo.
Le strade, comunali e nazionali, sono naturalmente soggetti ad allagamenti, in condizioni di pioggia estrema, e questa sentenza potrebbe aprire la via ad un contenzioso ben più ampio del singolo episodio avvenuto a Parabita, per cui le varie Amministrazioni Comunali rischiano di perdere la loro tranquillità relativamente a questo problema.
La vicenda che ha causato l’emissione di questa sentenza risale a circa tre anni prima, il 7 ottobre 2013, quando una autovettura, guidata da una donna, che proveniva da Gallipoli, mentre stava transitando sulla Via Gallipoli, a Parabita, dopo aver curvato a destra all’incrocio con Via della Stazione, si era trovata improvvisamente in mezzo alle acque che avevano riempito l’intera carreggiata. Questo ha fatto sì che l’auto si bloccasse immediatamente a causa dell’entrata dell’acqua nel vano motore, con gravi danni.
La donna aveva citato in giudizio l’Amministrazione Comunale di Parabita, chiedendo il risarcimento del danno subito dalla propria vettura, con l’assistenza di un avvocato, Maria Greco. Il Comune ha risposto negativamente alla richiesta della donna, affermando che la situazione di ristagno d’acqua in quel punto della strada era "notoria", e che quindi la possibilità di allagamento in caso di forti piogge era "prevedibile" e quindi non sanzionabile. Situazione che era stata segnalata anche più volte dai quotidiani locali che avevano pubblicato delle fotografie della zona che mostravano gli allagamenti dovuti alle piogge.
La tesi difensiva che è stata proposta dal Comune di Parabita è stata invece respinta dal Giudice di Pace, proprio a causa della "notorietà" della situazione, alla quale il Comune avrebbe dovuto porre rimedio, in prima istanza segnalando con adeguatezza il problema, e poi adoperandosi per risolverlo, in modo da evitare la continuazione del rischio. Nella sentenza si afferma che il Comune, in quanto "proprietario" di quel tratto di strada, è tenuto a controllarne l’efficienza, ed apporre rimedio alle situazioni di pericolo, anche se fossero state causate da terzi. Alla fine il Comune di Parabita dovrà corrispondere alla donna la cifra di 2314,11 euro, corrispondente al danno, oltre agli interessi legali, e pagare anche le spese del processo.