Renzi al Congresso ed elezioni anticipate
Poche ore dopo il governo Gentiloni
Sono trascorse solo delle ore dalla formazione del nuovo governo tecnico guidato da Gentiloni, che già si parla di elezioni anticipate e di Congresso e quindi della eventualità che Renzi si dimetta anche segretario. Come sempre in ambito politico ci sono delle discordanze e la prima di tutte è stata la dissociazione di Verdini che ha preso le distanze dal nuovo premier Gentiloni. Un'azione che è stata vista dai sostenitori di Bersani come un accordo con Renzi che dimostra la debolezza di un governo.
Si fa dunque fatica a pensare di andare alle primarie nelle presunte date del 26 febbraio oppure del 5 marzo, anche se comunque Renzi ha già in mente una data ben diversa che è quella del 4 giugno.
Matteo Renzi è poi intervenuto spiegando che non è stata una decisione sua prendere le redini del Congresso ma che tale proposta gli è stata avanzata dai componenti della minoranza. Tale decisione quindi non fa altro che ricadere sulle liste dei candidati alle future elezioni politiche. Si susseguono quindi gli scontri tra i vari esponenti politici, in particolare tra Guerini, David Ermini e Franceschini non perdendo l'occasione di lanciare battute varie e soprattutto senza perdere d'occhio le possibile percentuali di seguaci che permettono loro di fare dei conti.
Le liste quindi sono oggetto del pensiero di tutti e quindi non perde occasione per dire la sua anche Speranza, il quale avanza una richiesta direttamente a Matteo Renzi e lo invita a chiedere con certezza di esprimere la sua opinione nei confronti di tutti i componenti del Partito democratico che hanno espresso la loro preferenza elettorale votando per il no al precedente referendum elettorale. Renzi però come suo solito fare di risposte certe non ne dà, ma fornisce delle dichiarazione riguardo alle percentuali del voto politico ottenuto dal referendum costituzionale e dichiarando di organizzare al più presto le liste elettorali che serviranno per andare al più presto alle elezioni primarie nei prossimi mesi.
A tutto questo commenta poi il capogruppo Rosato insinuando di stare a fare un partito nel partito, in base alle quotazioni in salita e in discesa dei vari componenti.
Si fa dunque fatica a pensare di andare alle primarie nelle presunte date del 26 febbraio oppure del 5 marzo, anche se comunque Renzi ha già in mente una data ben diversa che è quella del 4 giugno.
Matteo Renzi è poi intervenuto spiegando che non è stata una decisione sua prendere le redini del Congresso ma che tale proposta gli è stata avanzata dai componenti della minoranza. Tale decisione quindi non fa altro che ricadere sulle liste dei candidati alle future elezioni politiche. Si susseguono quindi gli scontri tra i vari esponenti politici, in particolare tra Guerini, David Ermini e Franceschini non perdendo l'occasione di lanciare battute varie e soprattutto senza perdere d'occhio le possibile percentuali di seguaci che permettono loro di fare dei conti.
Le liste quindi sono oggetto del pensiero di tutti e quindi non perde occasione per dire la sua anche Speranza, il quale avanza una richiesta direttamente a Matteo Renzi e lo invita a chiedere con certezza di esprimere la sua opinione nei confronti di tutti i componenti del Partito democratico che hanno espresso la loro preferenza elettorale votando per il no al precedente referendum elettorale. Renzi però come suo solito fare di risposte certe non ne dà, ma fornisce delle dichiarazione riguardo alle percentuali del voto politico ottenuto dal referendum costituzionale e dichiarando di organizzare al più presto le liste elettorali che serviranno per andare al più presto alle elezioni primarie nei prossimi mesi.
A tutto questo commenta poi il capogruppo Rosato insinuando di stare a fare un partito nel partito, in base alle quotazioni in salita e in discesa dei vari componenti.