Dopo la Grand Bretagna, fuori dall'UE anche la lingua inglese
Decisione della Hubner
La deputata irlandese del Parlamento Europeo Hubner, nonché presidente degli Affari costituzionali ha deciso di provvedere all'eliminazione ufficiale della lingua inglese una volta che la gran Bretagna sia definitivamente uscita dall'Europa.
Sebbene l'inglese sia abbastanza conosciuto dalla maggior parte delle persone al mondo, e quindi continuerà ad essere parlato nelle conversazioni private, non verrà più utilizzato per i discorsi ufficiali. L'Unione Europea infatti ha 24 idiomi differenti, in cui è compreso anche quello inglese, almeno fin quando il Paese britannico ne farà ancora parte. Ogni Stato membro, di fatto, ha il diritto di comunicare la propria lingua ufficiale, ed in base ad ognuna di esse viene poi stabilità quella comune più o meno a tutti.
Questo è quanto trapelato dalle sedi parlamentari europee di Strasburgo e Bruxelles, dove ad alimentare le voci di corridoio ci hanno pensato Danuta Hubner, deputata rappresentante della Polonia, e Michel Barnier, ex ministro degli affari esteri francese. Quest'ultimo per il discorso sostenuto in tema Brexit ha preferito infatti esporsi parlando a tutti con la propria lingua madre, nonostante conoscesse molto bene il linguaggio inglese. Lui stesso ha confermato poi la sua preferenza nella scelta della lingua dichiarando di volerla utilizzare non soltanto verbalmente, ma anche per gli scritti dei documenti ufficiali.
Tutto ciò però trova il parere contrastante di Theresa May, primo ministro del Regno Unito, che si dimostra in chiaro disappunto per quanto riguarda la negoziazione Brexit in lingua francese, ma sembrerebbe essere d'accordo di eliminare l'inglese dalle lingue ufficiali dell'UE.
Durante la trattativa Brexit per cui viene fuori la questione delle lingue ufficiali che scalda un pò gli animi della collettività. Però, così come ricorda la Hubner, secondo una norma della Costituzione Europea c'è una lingua ufficiale per ogni Paese e nè Malta e nè l'Irlanda ha scelto l'inglese, quindi in teoria questa lingua non è utilizzabile ufficialmente. Anche se comunque non si esclude la possibilità di scelta di una seconda lingua ufficiale e quindi l'inglese sarà nuovamente inserito in Europa.
Sebbene l'inglese sia abbastanza conosciuto dalla maggior parte delle persone al mondo, e quindi continuerà ad essere parlato nelle conversazioni private, non verrà più utilizzato per i discorsi ufficiali. L'Unione Europea infatti ha 24 idiomi differenti, in cui è compreso anche quello inglese, almeno fin quando il Paese britannico ne farà ancora parte. Ogni Stato membro, di fatto, ha il diritto di comunicare la propria lingua ufficiale, ed in base ad ognuna di esse viene poi stabilità quella comune più o meno a tutti.
Questo è quanto trapelato dalle sedi parlamentari europee di Strasburgo e Bruxelles, dove ad alimentare le voci di corridoio ci hanno pensato Danuta Hubner, deputata rappresentante della Polonia, e Michel Barnier, ex ministro degli affari esteri francese. Quest'ultimo per il discorso sostenuto in tema Brexit ha preferito infatti esporsi parlando a tutti con la propria lingua madre, nonostante conoscesse molto bene il linguaggio inglese. Lui stesso ha confermato poi la sua preferenza nella scelta della lingua dichiarando di volerla utilizzare non soltanto verbalmente, ma anche per gli scritti dei documenti ufficiali.
Tutto ciò però trova il parere contrastante di Theresa May, primo ministro del Regno Unito, che si dimostra in chiaro disappunto per quanto riguarda la negoziazione Brexit in lingua francese, ma sembrerebbe essere d'accordo di eliminare l'inglese dalle lingue ufficiali dell'UE.
Durante la trattativa Brexit per cui viene fuori la questione delle lingue ufficiali che scalda un pò gli animi della collettività. Però, così come ricorda la Hubner, secondo una norma della Costituzione Europea c'è una lingua ufficiale per ogni Paese e nè Malta e nè l'Irlanda ha scelto l'inglese, quindi in teoria questa lingua non è utilizzabile ufficialmente. Anche se comunque non si esclude la possibilità di scelta di una seconda lingua ufficiale e quindi l'inglese sarà nuovamente inserito in Europa.