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Voto per la nomina dei consiglieri

Domenica scorsa 9 ottobre, si sono svolte le elezioni delle Città Metropolitane, le entità che hanno sostituito, in base alla legge di riforma, le Province, che teoricamente sono state abolite. Si è votato nella capitale, ma anche a Napoli, a Bologna, a Milano ed a Torino. Una elezione che a Roma avviene con il voto espresso dai 120 consiglieri di “Roma Capitale”, più quelli che fanno capo ai 120 comuni che si trovano nell’hinterland della capitale. Lo stesso schema, naturalmente viene seguito per tutte le altre 9 città metropolitane che sono state previste nella legge.

Una elezione indiretta, quindi, che non chiama alle urne i cittadini, ma che serve a nominare, a Roma, i 24 consiglieri, i cui nomi sono già stati stabiliti dalle varie segreterie di partito. E proprio contro questo sistema si è scagliata Giorgia Meloni, del gruppo Fratelli d’Italia, che le ha definite “elezioni bluff”, parlando di una farsa, in perfetto stile “renziano”. Secondo la Meloni le Provincie non sono state abolite effettivamente dalla legge, mantenendo le loro prerogative, ed anche i loro costi, ma con la differenza che i cittadini non possono più esprimere le loro preferenze nell’urna. 

Un altro argomento dell’attacco a questo sistema da parte di Giorgia Meloni, prende in considerazione il fatto che con questo sistema di elezione indiretta si corre il rischio che alcuni territori non siano sufficientemente rappresentati, come accadeva invece con l’elezione diretta, quando i seggi del consiglio provinciale venivano distribuiti sul territorio in base alla popolazione.

Con questo sistema, invece, tutte le decisioni sulle nomine vengono prese all’interno delle segreterie dei vari partiti, con i consiglieri comunali che si limitano a seguirne le indicazioni al momento della votazione.

Oltre a Fratelli d’Italia la riforma è stata contestata in fase di approvazione da tutti i partiti del centrodestra. La Meloni si è recata alle urne, come è suo dovere, ma immediatamente dopo ha postato un messaggio su twitter nel quale si augurava che questa fosse l’ultima volta. Nel suo messaggio si collegava anche alla prossima chiamata alle urne per l’approvazione del Referendum Costituzionale, chiarendo che lo stesso sistema che ora si usa per le provincie sarà in futuro utilizzato per il Senato, con l’elezione indiretta, di membri dei vari consigli regionali. 

Giorgia Meloni ha quindi invitato nuovamente i suoi simpatizzanti, ma in generale tutti gli italiani, a votare “NO” in occasione del referendum che si terrà il 4 dicembre, in modo da fermare quella che lei definisce una “deriva antidemocratica”, in quanto toglie la sovranità dalle mani dei cittadini per metterla in mano solamente ai partiti.

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