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Emergenza acqua Roma: la sindaca Raggi si appella al Governo

Acqua razionalizzata nella Capitale

Di fronte al razionamento dell'acqua nella Capitale, la Raggi chiede al Governo di intervenire per tamponare la crisi idrica e l'emergenza acqua. Un milione e mezzo di cittadini potrebbero trovarsi a poter utilizzare l'acqua solamente per alcune ore, in seguito al piano di razionalizzazione al quale si è pensato. La Prima cittadina trova intollerabile tutto ciò e torna a rivolgersi al Governo, invitandolo ad intervenire per arginare la crisi idrica della Città Eterna.

Lo stop delle captazioni dal Lago di Bracciano da parte dell'Acea, la società che si occupa della fornitura di acqua ed elettricità per conto del Comune di Roma, potrebbe aggravare la situazione nella città di Roma. A seguito dell'elevato abbassamento del livello dell'acqua nel Lago di Bracciano, dalla mezzanotte di venerdì 28 luglio l'Acea non potrà più prelevare acqua dal bacino lacustre, considerato riserva idrica della Capitale nei momenti di emergenza acqua.

L'allarme lanciato dalla Sindaca non riguarda solamente i privati cittadini, che rischiano di trovarsi senza acqua nelle proprie abitazioni, ma anche strutture sanitarie, case di cura, attività produttive. L'invito al Governo è quello di dichiarare lo stato di emergenza per la regione Lazio, così come è stato fatto nel giugno scorso per le province di Piacenza e Parma. Immediata dunque la richiesta di intervento.

Zingaretti cerca soluzioni con il Governo

D'altro canto, il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, afferma di lavorare con il Governo al fine di trovare una soluzione all'emergenza idrica e al rischio siccità. “Una situazione drammatica” - afferma Zingaretti - “non creata da noi ma che abbiamo segnalato e denunciato”.

Il ricorso presentato da Acea per richiedere la sospensione dell'ordinanza in cui si vietavano le captazioni da Lago di Bracciano è stato respinto. Soddisfatto della decisione il Comitato Lago di Bracciano, che denuncia la non legalità delle azioni di prelievo acque intraprese in passato dall'azienda titolare della concessione ministeriale.

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