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Fertility Day ancora nell'occhio del ciclone

Al centro della polemica stavolta è la nuova campagna del progetto Fertility Day lanciata dal Ministero. 

Si tratta di una raccolta di otto opuscoli realizzati per il Fertility Day, ognuno di essi è incentrato su un argomento. A creare scompiglio è stato quello che riguarda gli stili di vita, sulla cui copertina sono raffigurati ragazzi bianchi e ragazzi di colore che rappresentano ipoteticamente le buone e le cattive abitudini. Ciò non ha fatto altro che creare un certo dissenso nella popolazione che a sua volta ha trovato in tale raffigurazione un messaggio discriminatorio mettendo in evidenza la diversità razziale.

Ancora una volte il fulcro delle polemiche è stato acceso sui social network, principalmente Facebook e Twitter che sono i più seguiti. Il tutto ha visto il lancio di numerosi hashtag come buoni#bianchi e cattivi#neri. Difendendosi da queste accuse però il ministro Beatrice Lorenzin, che è a capo del Ministero della Salute, ha affermato che queste accuse siano solo un atto denigratorio nei confronti della nuova campagna del Fertility Day che è in procinto di iniziare, sostenendo che il razzismo può essere solo visto da chi assume comportamenti razzisti.

Tale campagna ha portato a scrivere sui profili social anche giornalisti professionisti come Enrico Mentana che mediante un post su Facebook ha dichiarato che la copertina sull'opuscolo sia un esempio di pubblicità regressa ai livelli del processo di Norimberga.

Un forte dissenso viene manifestato anche alla Camera dei Deputati dal partito della Sinistra Italiana. Secondo fonti provenienti dalla camera del Parlamento, tale partito avrebbe addirittura avanzato una mozione di censura del Fertility Day, mediante la quale il governo italiano prende le dovute distanze da qualsiasi decisione presa, atto eseguito e qualunque metodo adottato dal ministro della salute Beatrice Lorenzin. Il motivo per cui si è ricorsi a tale provvedimento è la stessa campagna pubblicitaria ritenuta un mezzo di comunicazione alquanto aggressivo e ricattatorio ai danni della popolazione di colore e di tutti coloro che si sono sentiti offesi dal significato intrinseco di tale messaggio nascosto tra gli effetti dell'immagine di copertina dell'opusculo in questione.

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