Fidel Castro si avvicinava alla religione
Un quasi ritorno al cattolicesimo
Con l'avvicinarsi della morte il leader maximo Fidel Castro ha iniziato a comprendere al meglio la religione, dando ad essa un'importanza maggiore rispetto ai concetti scentifici e politici. In merito a ciò ha smesso di fare discorsi di politica e parlava unicamente di argomenti religiosi, scrivendo anche un libro con un frate dominicano.
Le prove del ritorno al cattolicesimo di Castro però non ci sono ma è certo della sua crescita con i gesuiti del collegio di Santiago prima e di Belen, in Havana, dopo. Lo stesso leader maximo è stato sepolto in un cimitero cattolico dove in sua compagnia c'è anche Jose Martì, un eroe nazionale.
C'è da dire che Fidel si stava avvicinando alla chiesa cattolica molto moderatamente, infatti fino a qualche tempo prima era alquanto ostico a tutto ciò, cancellando addirittura la festa di Natale. Suo fratello Raul invece ha apprezzato l'operato di Papa Francesco e ha dichiarato che se continuasse in tal modo potrebbe avvicinarsi anche lui al cattolicesimo. Gli stessi cittadini cubani però mantengono la loro fede e nel periodo natalizio fanno dimostrazioni di devozione portando dei doni nel santuario di Cobre.
Proprio in merito alla Santa Sede si deve dire che essa ha aiutato molto lo stato cubano e quello americano ad accordarsi. Il tutto ovviamente è avvenuto in gran segreto e grazie all'aiuto del Vaticano i rapporti sono andati migliorando. Ciò lo si è visto anche quando c'è stato il triste evento dell'uragano che si è abbattuto su Cuba, sono stati favoriti gli aiuti della Caritas, dimostrando così un taglio netto con il recente passato. Lo stesso Raul Castro ha evidenziato il piacere ad avere una collaborazione con la chiesa anche se ci tiene a precisare che tiene le distanze dalle apertura agli evangelici. Nello stesso tempo però anche lo stesso Vaticano chiede il riconoscimento delle scuole cattoliche andando così oltre alla semplice tolleranza. Le relazioni quindi tendono a modificarsi e ciò è dimostrato anche dal modo di agire del nuovo arcivescovo cubano, Garcia, che intende non seguire la politica di chi lo ha preceduto in passato.
Le prove del ritorno al cattolicesimo di Castro però non ci sono ma è certo della sua crescita con i gesuiti del collegio di Santiago prima e di Belen, in Havana, dopo. Lo stesso leader maximo è stato sepolto in un cimitero cattolico dove in sua compagnia c'è anche Jose Martì, un eroe nazionale.
C'è da dire che Fidel si stava avvicinando alla chiesa cattolica molto moderatamente, infatti fino a qualche tempo prima era alquanto ostico a tutto ciò, cancellando addirittura la festa di Natale. Suo fratello Raul invece ha apprezzato l'operato di Papa Francesco e ha dichiarato che se continuasse in tal modo potrebbe avvicinarsi anche lui al cattolicesimo. Gli stessi cittadini cubani però mantengono la loro fede e nel periodo natalizio fanno dimostrazioni di devozione portando dei doni nel santuario di Cobre.
Proprio in merito alla Santa Sede si deve dire che essa ha aiutato molto lo stato cubano e quello americano ad accordarsi. Il tutto ovviamente è avvenuto in gran segreto e grazie all'aiuto del Vaticano i rapporti sono andati migliorando. Ciò lo si è visto anche quando c'è stato il triste evento dell'uragano che si è abbattuto su Cuba, sono stati favoriti gli aiuti della Caritas, dimostrando così un taglio netto con il recente passato. Lo stesso Raul Castro ha evidenziato il piacere ad avere una collaborazione con la chiesa anche se ci tiene a precisare che tiene le distanze dalle apertura agli evangelici. Nello stesso tempo però anche lo stesso Vaticano chiede il riconoscimento delle scuole cattoliche andando così oltre alla semplice tolleranza. Le relazioni quindi tendono a modificarsi e ciò è dimostrato anche dal modo di agire del nuovo arcivescovo cubano, Garcia, che intende non seguire la politica di chi lo ha preceduto in passato.