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Firmata a Caltagirone la "Carta dei Comuni custodi"

A tutela della Macchia Mediterranea

È stata firmata questo lunedì, nel salone di rappresentanza del Comune di Caltagirone (Catania), la "Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea". A conclusione di tre anni di incontri e dopo una campagna di sensibilizzazione sul patrimonio floreale e faunistico non solo della regione Sicilia ma dell'intera penisola, il documento mette "in rete" diverse amministrazioni locali; inoltre, la Carta mira anche a tutelare la biodiversità e le specificità paesaggistiche di uno dei principali ecosistemi dell'area mediterranea.

UN LUNGO PERCORSO - L'iter che ha portato alla firma del documento lo scorso lunedì è stato avviato il 22 novembre 2013, tre anni or sono, proprio a Caltagirone, e si è simbolicamente concluso nella stessa città in coincidenza della Giornata Nazionale degli Alberi. Nel salone di rappresentanza del comune siciliano è stata infatti firmata la "Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea", nata da una serie di seminari e tavole rotonde a cui hanno partecipato non solamente esponenti della comunità scientifica, ma anche docenti universitari e associazioni che da anni lavorano per salvaguardare la flora endemica della Sicilia: in questa regione, la cosiddetta Macchia Mediterranea occupa il 21% della superficie forestale totale e, tenendo conto della sua presenza in altre aree del mondo (Spagna, Sud America, California e Sudafrica), si caratterizza per la sua biodiversità, ospitando da sola il 20% delle specie vegetali conosciute.

UN PROGETTO DI TUTELA E SENSIBILIZZAZIONE - Anche per questo motivo, il documento approvato a Caltagirone avrà il compito di tutelare questo delicato ecosistema, promuovendo progetti educativi e di sensibilizzazione sul tema; al termine della cerimonia ufficiale, infatti, alla presenza del sindaco di Caltagirone e di alcune figure di spicco del mondo accademico siciliano, si è tenuto anche un seminario dal titolo "Macchia Mediterranea: dalla Carta al progetto educativo". Insomma, quello che è stato stipulato è una sorta di vero e proprio patto che ora i promotori sottoporranno alle amministrazioni comunali siciliane, oltre che a diversi enti regionali. L'obbiettivo a breve termine è quello di creare una "rete" che valorizzi quella che è la specificità tutta italiana della Macchia Mediterranea e dia anche un indirizzo strategico alle azioni volte a salvaguardare un patrimonio naturalistico che, tuttavia, oggigiorno è fortemente minacciato non solo dai continui mutamenti climatici ma anche dall'intervento dell'uomo.

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