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Aosta primo posto, Vibo valentia ultima
La testata giornalistica de Il sole 24 ore ha realizzato un'indagine per le città dove la qualità della vita è migliore, da ciò si è evinto che Aosta è colei che detiene il primato. Al secondo posto invece è andato a Milano mentre un gradino più in basso si è piazzato Trento. Scrutando la classifica fine all'ultimo posto si nota che tale posizione è occupata da Vibo Valentia. C'è da dire che i fattori determinanti di questa classifica sono sia alla demografia che all'economia, ma va tenuto conto anche dell'ordine pubblico. Aosta con questi fattori ha confermato per la terza volta negli ultimi vent'anni il primato in tale classifica.
Con i dati aggiornati degli ultimi due anni, sono molti gli indicatori che vanno tenuti presenti, infatti si va dalla cultura all'integrazione, passando per gli affari fino ai consumi ed all'ambiente. Tra gli indicatori per stilare questa classifica c'è anche il reddito, il welfare ed il tempo libero.
La Capitale italiana invece è riuscita a scalare tre posizioni grazie al Giubileo che c'è stato, salendo così al 13° posto.
Quest'anno però i parametri sono andati ad aumentare, arrivando a quota 42. Si va dalla partecipazione civile fino al valore della casa, passando per l'integrazione degli stranieri ed il lavoro dei giovani, fino ad arrivare all'offerta del welfare e alla capacità di innovazione.
Da questa classifica redatta dal giornale sopra citato inoltre si è evinto che la differenza tra Nord e Sud continua ad essere alta. Si nota come le medie e piccole realtà riescono a primeggiare grazie alla loro autonomia facendo si da essere portate come esemplari di vivibilità. La pecca arriva però dalle province più grandi che sono ostacolate dall'ambiente e dalla sicurezza.
Chi se la vede peggio è pero la Calabria con alcune sue città negli ultimi posti della classifica. Si va da Vibo Valentia che per la terza volta si piazza all'ultimo posto, fino ad arrivare alla città di Crotone che stazionandosi al 106° posto, fa notare la sua perdita di diverse posizioni rispetto all'anno scorso. Chiude in negativo anche Reggio Calabria che sale di una posizione rispetto al 2015 e si piazza così al penultimo posto.
Con i dati aggiornati degli ultimi due anni, sono molti gli indicatori che vanno tenuti presenti, infatti si va dalla cultura all'integrazione, passando per gli affari fino ai consumi ed all'ambiente. Tra gli indicatori per stilare questa classifica c'è anche il reddito, il welfare ed il tempo libero.
La Capitale italiana invece è riuscita a scalare tre posizioni grazie al Giubileo che c'è stato, salendo così al 13° posto.
Quest'anno però i parametri sono andati ad aumentare, arrivando a quota 42. Si va dalla partecipazione civile fino al valore della casa, passando per l'integrazione degli stranieri ed il lavoro dei giovani, fino ad arrivare all'offerta del welfare e alla capacità di innovazione.
Da questa classifica redatta dal giornale sopra citato inoltre si è evinto che la differenza tra Nord e Sud continua ad essere alta. Si nota come le medie e piccole realtà riescono a primeggiare grazie alla loro autonomia facendo si da essere portate come esemplari di vivibilità. La pecca arriva però dalle province più grandi che sono ostacolate dall'ambiente e dalla sicurezza.
Chi se la vede peggio è pero la Calabria con alcune sue città negli ultimi posti della classifica. Si va da Vibo Valentia che per la terza volta si piazza all'ultimo posto, fino ad arrivare alla città di Crotone che stazionandosi al 106° posto, fa notare la sua perdita di diverse posizioni rispetto all'anno scorso. Chiude in negativo anche Reggio Calabria che sale di una posizione rispetto al 2015 e si piazza così al penultimo posto.