I Comuni italiani provano ad abolire Equitalia
Il sogno di tanti italiani potrebbe realizzarsi. Le tante cartelle di Equitalia, che hanno costituito il terrore, stanno per diventare un lontano ricordo. In realtà si è solo alla fase di prova, ma molti Comuni, sparsi per la penisola, hanno già divorziato dall'ente di riscossione. Le amministrazioni hanno trovato alternative, aprendo una nuova strada che potrebbe presto essere seguita da tanti altri enti locali. I risultati ottenuti variano tra i diversi territori.
L'autorizzazione a liberarsi da Equitalia risale al 2011. La Legge 166 ha sancito il diritto degli enti locali di provvedere in modo autonomo a percorrere le strade ritenute più opportune per recuperare i crediti. Alla norma sono seguite numerose proroghe e tutt'oggi non vi è l'obbligo per i Comuni di affidarsi ad altri servizi. Ciò ha rallentato l'iter. Del resto non è semplice rivolgersi ai privati, perché molte società sono sotto inchiesta per situazioni controverse relative alle riscossioni praticate.
Il governo ha pianificato di far assorbire Equitalia dall'Agenzia delle Entrate. Intanto una serie di amministrazioni locali italiane ha già deliberato. Si tratta di Riccione (Rn), Morazzone (Va), Thiene (Vi), San Donà di Piave (Ve), Vigevano, (Pv), Zanica (Bg), Merate (Lc), Calalzo di Cadore (Bl), Civitavecchia (Roma), Venaria Reale (To), Assemini (Ca), Parma, Livorno, Ragusa, Pietraperzia (En), Augusta (Rg), Montelabbate (Pu) e Milano.
In alcuni Comuni la sparizione della Tasi ha consentito di togliere il servizio dalle mani della società a capitale pubblico, mentre in altri si è adottato il baratto amministrativo. A Livorno ha aperto i battenti la piattaforma online "Serpichino", pensata per riscuotere i tributi. É dotata di un sistema che verifica la reale capacità contributiva dei cittadini.
La maggior parte dei municipi che ha deliberato in tale direzione è governata dal Movimento 5 Stelle. A Milano, dopo due anni di separazione, i risultati sono buoni, Nessun rimpianto da parte di giunta e consiglio.
A Napoli si lavora nella stessa direzione, con l'intento di attivare una riscossione in proprio, coinvolgendo i dipendenti degli uffici comunali.
L'autorizzazione a liberarsi da Equitalia risale al 2011. La Legge 166 ha sancito il diritto degli enti locali di provvedere in modo autonomo a percorrere le strade ritenute più opportune per recuperare i crediti. Alla norma sono seguite numerose proroghe e tutt'oggi non vi è l'obbligo per i Comuni di affidarsi ad altri servizi. Ciò ha rallentato l'iter. Del resto non è semplice rivolgersi ai privati, perché molte società sono sotto inchiesta per situazioni controverse relative alle riscossioni praticate.
Il governo ha pianificato di far assorbire Equitalia dall'Agenzia delle Entrate. Intanto una serie di amministrazioni locali italiane ha già deliberato. Si tratta di Riccione (Rn), Morazzone (Va), Thiene (Vi), San Donà di Piave (Ve), Vigevano, (Pv), Zanica (Bg), Merate (Lc), Calalzo di Cadore (Bl), Civitavecchia (Roma), Venaria Reale (To), Assemini (Ca), Parma, Livorno, Ragusa, Pietraperzia (En), Augusta (Rg), Montelabbate (Pu) e Milano.
In alcuni Comuni la sparizione della Tasi ha consentito di togliere il servizio dalle mani della società a capitale pubblico, mentre in altri si è adottato il baratto amministrativo. A Livorno ha aperto i battenti la piattaforma online "Serpichino", pensata per riscuotere i tributi. É dotata di un sistema che verifica la reale capacità contributiva dei cittadini.
La maggior parte dei municipi che ha deliberato in tale direzione è governata dal Movimento 5 Stelle. A Milano, dopo due anni di separazione, i risultati sono buoni, Nessun rimpianto da parte di giunta e consiglio.
A Napoli si lavora nella stessa direzione, con l'intento di attivare una riscossione in proprio, coinvolgendo i dipendenti degli uffici comunali.