I "Millennials" sfatano i luoghi comuni sul vino
Sull’argomento "vino" ci sono dei "luoghi comuni" che devono esser sfatati, come ad esempio il fatto che il vino è una bevanda da uomini, oppure che degustare al meglio il vino, la persona debba avere sviluppato la "maturità degustativa", che arriverebbe solo con l’aumento dell’età.
Luoghi comuni che secondo le ultime notizie, sono assolutamente superati. Per quanto riguarda la distinzione dei sessi, negli ultimi tempi la tendenza è cambiata, con molte donne che si sono avvicinate al vino, apprezzandone il gusto e soprattutto avendo sviluppato dei gusti che non si rifanno a quelli del sesso maschile, ma sono completamente "autonomi".
Guardando la differenziazione dal punto di vista dell’età di chi degusta il vino, il gruppo dei"Millennials", che comprende le persone nate dal 1983 sino al 2001, ha superato, nel consumo di vino e nella cultura "enoica" il gruppo dei "Babyboomers", come sono denominati i loro genitori. All’interno dei Millennials sono le donne quelle che spendono di più per soddisfare questa passione.
A confermare questa tendenza ci sono anche i dati che sono stati diffusi da "vente-privee", secondo i quali in Italia, nel corso del 2016 tra le donne quelle che appartengono al gruppo Millennials sono il 32% del totale dei consumatori, percentuale che è invece del 25% tra gli uomini.
Numeri importanti, che in Europa sono addirittura più alti, visto che la percentuale delle donne si attesta al 46% e quella degli uomini al 54%, con crescite percentuali a due cifre rispetto all’anno precedente sia per le donne che per gli uomini. Numeri che confermano una forte radicazione non solo nel nostro Paese, ma anche in tutto il mondo.
Nel gruppo dei Millennials non esiste più nemmeno la classica divisione tra gli appassionati del bianco, del rosso, oppure delle "bollicine". La scelta viene effettuata soprattutto in base alla provenienza del prodotto, con un grande interesse verso i prodotti italiani, ed è basata anche su una maggiore cultura del vino, degli accostamenti con i cibi, ed anche della "storia" delle varie bottiglie, nonché delle aziende vinicole che le producono.
Per loro, negli ultimi anni, il vino è sinonimo di "Lifestyle", lasciando indietro l’aspetto principale fino ad ora, quello di "bevanda", e non è raro vedere negli appartamenti dei Millennials bottiglie di vino non solo in cucina ma anche negli ambienti "living".
Un’altra differenza tra i "baby boomers" ed i Millennials, è data dalle "occasioni di degustazione", con i primi che effettuano le loro degustazioni soprattutto nelle enoteche o durante le cene ai ristoranti, mentre i secondi, come evidenzia un rapporto di Survey Lab, nel 62% dei casi, preferisce condividere la degustazione con i propri amici in una cena casalinga, anche in casi di bottiglie particolarmente costose.
Luoghi comuni che secondo le ultime notizie, sono assolutamente superati. Per quanto riguarda la distinzione dei sessi, negli ultimi tempi la tendenza è cambiata, con molte donne che si sono avvicinate al vino, apprezzandone il gusto e soprattutto avendo sviluppato dei gusti che non si rifanno a quelli del sesso maschile, ma sono completamente "autonomi".
Guardando la differenziazione dal punto di vista dell’età di chi degusta il vino, il gruppo dei"Millennials", che comprende le persone nate dal 1983 sino al 2001, ha superato, nel consumo di vino e nella cultura "enoica" il gruppo dei "Babyboomers", come sono denominati i loro genitori. All’interno dei Millennials sono le donne quelle che spendono di più per soddisfare questa passione.
A confermare questa tendenza ci sono anche i dati che sono stati diffusi da "vente-privee", secondo i quali in Italia, nel corso del 2016 tra le donne quelle che appartengono al gruppo Millennials sono il 32% del totale dei consumatori, percentuale che è invece del 25% tra gli uomini.
Numeri importanti, che in Europa sono addirittura più alti, visto che la percentuale delle donne si attesta al 46% e quella degli uomini al 54%, con crescite percentuali a due cifre rispetto all’anno precedente sia per le donne che per gli uomini. Numeri che confermano una forte radicazione non solo nel nostro Paese, ma anche in tutto il mondo.
Nel gruppo dei Millennials non esiste più nemmeno la classica divisione tra gli appassionati del bianco, del rosso, oppure delle "bollicine". La scelta viene effettuata soprattutto in base alla provenienza del prodotto, con un grande interesse verso i prodotti italiani, ed è basata anche su una maggiore cultura del vino, degli accostamenti con i cibi, ed anche della "storia" delle varie bottiglie, nonché delle aziende vinicole che le producono.
Per loro, negli ultimi anni, il vino è sinonimo di "Lifestyle", lasciando indietro l’aspetto principale fino ad ora, quello di "bevanda", e non è raro vedere negli appartamenti dei Millennials bottiglie di vino non solo in cucina ma anche negli ambienti "living".
Un’altra differenza tra i "baby boomers" ed i Millennials, è data dalle "occasioni di degustazione", con i primi che effettuano le loro degustazioni soprattutto nelle enoteche o durante le cene ai ristoranti, mentre i secondi, come evidenzia un rapporto di Survey Lab, nel 62% dei casi, preferisce condividere la degustazione con i propri amici in una cena casalinga, anche in casi di bottiglie particolarmente costose.