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Bologna - Torino - Napoli
È sempre più frequente che le politiche locali delle città italiane vengono influenzate dai piani finanziati dalla comunità europea finalizzati agli scambi internazionali, allo sviluppo urbano e la riabilitazione all'uso di edifici abbandonati. Nasce perciò la necessità di rendere noti i cambiamenti di alcune grandi città.
Bologna:
I cambiamenti del capoluogo emiliano sono stati attuati mediante un provvedimento emanato dal comune stesso, cioè il Regolamento Beni Comuni e i Patti di Collaborazione, e sostenendo l'attività delle imprese nel creare spazi da adibire al benessere della collettività così come previsto dal programma Incredibol sponsorizzato a livello europeo nella rete del Creative Spin. Sono state poi riaperte delle serre comunali da destinare a spazi educativi per i bambini fino a 6 anni.
Torino:
Nel capoluogo piemontese invece il comune ha scelto strategie di innovazioni insolite ma al tempo stesso funzionali, come la Torino Social Innovation che coinvolge in qualità di partner nella rete Urbact BoostInno altre città capitali come Milano e Parigi. Il programma Urban è stato così messo in pratica focalizzando l'attenzione sui alcuni quartieri attraverso il coordinamento di più spazi da dedicare alla socialità tra le persone e all'informazione, Ne sono un valido esempio iBagni pubblici di Via Agliè oppure l'Open Incet realizzato in Via Baltea, nonché il quartiere Barriera di Milano.
Napoli:
Il programma Urbact non è una novità per la città partenopea ed è uno strumento mediante il quale le vecchie strutture inutilizzate possono tornare a vivere. Una di queste è sicuramente l'ex Ospedale Militare che si trova in una zona non molto raccomandabile come quella dei Quartieri Spagnoli, ma grazie all'operato di attori emergenti del posto hanno potuto realizzare un progetto con il quale si da una Seconda Chance (è questo il titolo del progetto). L'amministrazione comunale, dunque, incita tale iniziativa per vedere Napoli crescere sia dal punto di vista culturale che sul piano del lavoro offrendo l'opportunità alle nuove generazioni di far sorgere nuove imprese ed associazioni.
Bologna:
I cambiamenti del capoluogo emiliano sono stati attuati mediante un provvedimento emanato dal comune stesso, cioè il Regolamento Beni Comuni e i Patti di Collaborazione, e sostenendo l'attività delle imprese nel creare spazi da adibire al benessere della collettività così come previsto dal programma Incredibol sponsorizzato a livello europeo nella rete del Creative Spin. Sono state poi riaperte delle serre comunali da destinare a spazi educativi per i bambini fino a 6 anni.
Torino:
Nel capoluogo piemontese invece il comune ha scelto strategie di innovazioni insolite ma al tempo stesso funzionali, come la Torino Social Innovation che coinvolge in qualità di partner nella rete Urbact BoostInno altre città capitali come Milano e Parigi. Il programma Urban è stato così messo in pratica focalizzando l'attenzione sui alcuni quartieri attraverso il coordinamento di più spazi da dedicare alla socialità tra le persone e all'informazione, Ne sono un valido esempio iBagni pubblici di Via Agliè oppure l'Open Incet realizzato in Via Baltea, nonché il quartiere Barriera di Milano.
Napoli:
Il programma Urbact non è una novità per la città partenopea ed è uno strumento mediante il quale le vecchie strutture inutilizzate possono tornare a vivere. Una di queste è sicuramente l'ex Ospedale Militare che si trova in una zona non molto raccomandabile come quella dei Quartieri Spagnoli, ma grazie all'operato di attori emergenti del posto hanno potuto realizzare un progetto con il quale si da una Seconda Chance (è questo il titolo del progetto). L'amministrazione comunale, dunque, incita tale iniziativa per vedere Napoli crescere sia dal punto di vista culturale che sul piano del lavoro offrendo l'opportunità alle nuove generazioni di far sorgere nuove imprese ed associazioni.