61 mila contratti stabili
La cavalcata dei voucher continua
L'Inps ha dichiarato che la possibilità di perdere il posto di lavoro è sempre più bassa, questa è la conseguenza dei dati dell'Osservatorio dove i licenziamenti per motivi discliplinari sono tanti.
Il lavoro stabile è sempre ben frenato mentre i voucher sono in netta crescita, ciò è dovuto agli incentivi sui contratti a tempo indeterminato che sono stati ridimensionati.
Dalle statistiche effettuate si può notare che i contratti sono molto meno dell'anno precedente ma molti di più rispetto al 2014. Questi dati fanno riferimento al periodo che va dal Gennaio ad Ottobre, dove ci sono i vari contratti per tipologie diverse di lavoro. La crescita che c'è stata quindi nel 2016 per quanto riguarda i contratti a tempo indeterminato la si deve a ciò che è avvenuto già alla fine del 2015. Tutto ciò viene dichiarato dall'Inps.
Grazie alla vecchia legge di Stabilità quindi si è appurato che la differenza tra contratti a tempo indeterminato e cessazioni di lavoro è ancora positiva anche se il numero non è altissimo. Ciò infatti fa si che il saldo sia inferiore rispetto al 2015 tenendo conto degli stessi mesi, ovvero i 10 da inizio dell'anno.
Per evitare quindi i licenziamenti ingiusti si è pensato di re-introdurre l'articolo 18, anche se nel 2016 sono calate le cessazione di lavoro del meno del 5%. I licenziamenti per i contratti a tempo indeterminato sono aumentati rispetto allo scorso anno, mentre sono in aumento rispetto al 2014.
Grazie alle dimissioni online che sono divenute obbligatorie è calata la percentuale e nei numeri si evidenziano circa 660 mila cessazioni in meno. Il dibattito che si aperto in merito però porterebbe ad un referendum per cercare di abolire le interferenze che ci sono con il nuovo contratto a tutele crescenti.
Tra i punti che fanno discutere poi ci sono i voucher che ricevono le persone che effettuano lavori accessori, dove ci sono le tasse ed i contributi sui 10 euro che essi ricevono. La cifra netta guadagnata sarebbe di 7.50 euro, ciò evita che le persone vadino a lavorare in maniera irregolare. Questo sistema utilizzato è in forte crescita durante l'anno in corso, facendo salire di molto la percentuale rispetto al 2015.
Il lavoro stabile è sempre ben frenato mentre i voucher sono in netta crescita, ciò è dovuto agli incentivi sui contratti a tempo indeterminato che sono stati ridimensionati.
Dalle statistiche effettuate si può notare che i contratti sono molto meno dell'anno precedente ma molti di più rispetto al 2014. Questi dati fanno riferimento al periodo che va dal Gennaio ad Ottobre, dove ci sono i vari contratti per tipologie diverse di lavoro. La crescita che c'è stata quindi nel 2016 per quanto riguarda i contratti a tempo indeterminato la si deve a ciò che è avvenuto già alla fine del 2015. Tutto ciò viene dichiarato dall'Inps.
Grazie alla vecchia legge di Stabilità quindi si è appurato che la differenza tra contratti a tempo indeterminato e cessazioni di lavoro è ancora positiva anche se il numero non è altissimo. Ciò infatti fa si che il saldo sia inferiore rispetto al 2015 tenendo conto degli stessi mesi, ovvero i 10 da inizio dell'anno.
Per evitare quindi i licenziamenti ingiusti si è pensato di re-introdurre l'articolo 18, anche se nel 2016 sono calate le cessazione di lavoro del meno del 5%. I licenziamenti per i contratti a tempo indeterminato sono aumentati rispetto allo scorso anno, mentre sono in aumento rispetto al 2014.
Grazie alle dimissioni online che sono divenute obbligatorie è calata la percentuale e nei numeri si evidenziano circa 660 mila cessazioni in meno. Il dibattito che si aperto in merito però porterebbe ad un referendum per cercare di abolire le interferenze che ci sono con il nuovo contratto a tutele crescenti.
Tra i punti che fanno discutere poi ci sono i voucher che ricevono le persone che effettuano lavori accessori, dove ci sono le tasse ed i contributi sui 10 euro che essi ricevono. La cifra netta guadagnata sarebbe di 7.50 euro, ciò evita che le persone vadino a lavorare in maniera irregolare. Questo sistema utilizzato è in forte crescita durante l'anno in corso, facendo salire di molto la percentuale rispetto al 2015.