Il M5S dice no alla vaccinazione obbligatoria per l'ammissione agli asili
Legge regionale dell'Emilia Romagna
Anche in Emilia Romagna è scontro tra la maggioranza di sinistra, che sostiene il governatore, Stefano Bonaccini, ed il Movimento 5 Stelle. L’oggetto del contendere, in questo caso, è rappresentato alla vaccinazione dei bambini che frequentano gli asili, che una legge regionale ha imposto come obbligatori, ed alla quale si è opposto il no degli esponenti grillini, che sono stati i soli a votare contro la norma, mentre i rappresentanti della Lega Nord hanno preferito astenersi.
La legge regionale riguarda i "Servizi educativi per la prima infanzia", impone l’obbligo di vaccinazione dei bambini per permettere l’accesso agli asili. Una disposizione che i grillini hanno definito "coercitiva" come ha dichiarato in aula Raffaella Sensoli, del M5S, nelle sue vesti di relatrice di minoranza. Da questo è scaturita anche una battaglia in aula tra gli opposti schieramenti.
La Sensoli ha spiegato che il suo gruppo, con il "no" alla legge contesta il modo usato dalla maggioranza, che in questo caso è anche la "sostanza". Pur riconoscendo l’efficacia e la validità delle vaccinazioni, il metodo scelto non è quello corretto secondo il M5S, e con questa scelta si toglie un diritto a dei bambini che intendono accedere ai servizi educativi.
La rappresentante del M5S ha dichiarato che la costrizione nei confronti delle famiglie riguardo alle vaccinazioni dei propri figli non servirà a convincere quei genitori che sono contrari alle vaccinazioni. Raffaella Sensoli ha aggiunto che ancora una volta la politica di è dimostrata lontana dal dialogo tra istituzioni e cittadini, che invece viene sempre propugnato come indispensabile. In questa maniera si rischia invece di aumentare la sfiducia che già esiste nei cittadini nei confronti delle istituzioni.
La Sensoli ha fatto inoltre presente che esistono strade alternative, come quella che è stata attuata nella regione Veneto, dove le vaccinazioni non sono più obbligatorie dal 2008, e nonostante questo le percentuali di bambini vaccinati non sono calate. Si tratta quindi di arrivare allo scopo tramite una "cultura" della vaccinazione, che deve essere diffusa maggiormente, anche attraverso informazioni "indipendenti", che vanno dai medici di base, ai pediatri ed anche ad Internet.
L’esponente del M5S ha fatto presente che era stata chiesta in alternativa la misura della sperimentazione per due anni della legge, ma di aver ricevuto una risposta negativa da parte della maggioranza. Dopo la presa di posizione del M5S, il governatore Bonaccini ha definito il "no" alla legge "surreale e sconcertante".
La legge regionale riguarda i "Servizi educativi per la prima infanzia", impone l’obbligo di vaccinazione dei bambini per permettere l’accesso agli asili. Una disposizione che i grillini hanno definito "coercitiva" come ha dichiarato in aula Raffaella Sensoli, del M5S, nelle sue vesti di relatrice di minoranza. Da questo è scaturita anche una battaglia in aula tra gli opposti schieramenti.
La Sensoli ha spiegato che il suo gruppo, con il "no" alla legge contesta il modo usato dalla maggioranza, che in questo caso è anche la "sostanza". Pur riconoscendo l’efficacia e la validità delle vaccinazioni, il metodo scelto non è quello corretto secondo il M5S, e con questa scelta si toglie un diritto a dei bambini che intendono accedere ai servizi educativi.
La rappresentante del M5S ha dichiarato che la costrizione nei confronti delle famiglie riguardo alle vaccinazioni dei propri figli non servirà a convincere quei genitori che sono contrari alle vaccinazioni. Raffaella Sensoli ha aggiunto che ancora una volta la politica di è dimostrata lontana dal dialogo tra istituzioni e cittadini, che invece viene sempre propugnato come indispensabile. In questa maniera si rischia invece di aumentare la sfiducia che già esiste nei cittadini nei confronti delle istituzioni.
La Sensoli ha fatto inoltre presente che esistono strade alternative, come quella che è stata attuata nella regione Veneto, dove le vaccinazioni non sono più obbligatorie dal 2008, e nonostante questo le percentuali di bambini vaccinati non sono calate. Si tratta quindi di arrivare allo scopo tramite una "cultura" della vaccinazione, che deve essere diffusa maggiormente, anche attraverso informazioni "indipendenti", che vanno dai medici di base, ai pediatri ed anche ad Internet.
L’esponente del M5S ha fatto presente che era stata chiesta in alternativa la misura della sperimentazione per due anni della legge, ma di aver ricevuto una risposta negativa da parte della maggioranza. Dopo la presa di posizione del M5S, il governatore Bonaccini ha definito il "no" alla legge "surreale e sconcertante".