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Il rischio crac colpisce 80 Comuni della Basilicata

Rischio bancarotta per circa 80 comuni

Oltre il 60% dei Comuni della Basilicata, per la precisione 80 su 131, sono a rischio bancarotta. I soldi sono finiti, o meglio i debiti sono troppi per essere onorati. La Regione è pronta a sostenere le amministrazioni comunali con alcuni contributi, ma le cifre stanziate non sono sufficienti a far scomparire l'ombra del crac.
La colpa è delle precedenti amministrazioni che non sono state abbastanza oculate. Si parla di errori della politica e di una vera e propria cattiva gestione del denaro pubblico. Intanto, però, il problema dilaga.

L'ultimo, in ordine cronologico, a trovarsi in una situazione tragica è Lagonegro. Non arriva neppure a contare sei mila abitanti, mentre il passivo ammonta a sei milioni di euro. Gli altri 79 municipi hanno meno di tre mila cittadini e la situazione, è sostanzialmente la stessa, anche se variano spese e totali. La contestazione agli enti locali è arrivata dalla Corte dei Conti. A Lagonegro i magistrati contabili hanno bloccato il piano di risanamento, ritenendolo un abuso, che addirittura aumenta le spese anziché ridurle in un momento di seria difficoltà.

La Regione Basilicata è solitamente sensibile a questo genere di problemi, così come ha dimostrato per i debiti di Potenza, assegnando all'amministrazione comunale 32 milioni di euro in cinque anni. A ricevere aiuti è anche Montescaglioso, fin dall'anno scorso, ma il sindaco sottolinea che i 500 mila euro di quest'anno non bastano a risanare il bilancio. Vincenzo Zito, primo cittadino montese, sottolinea che, per quanto l'ente regionale si stia adoperando, lo stato delle casse è davvero disastroso.

Una parte della Basilicata, ovvero i Comuni della Val d'Agri, sta beneficiando di introiti derivanti dal greggio. Le royalty dell'estrazione petrolifera vanno dritti nelle casse comunali, ma hanno dei vincoli. I soldi che costituiscono questa voce di bilancio possono essere solamente utilizzati per gli investimenti e non per sanare il passivo. Devono essere destinati a scuole, strade ed opere pubbliche. I sindaci devono studiare nuove vie per trovare altre risorse ed agire sulle spese.

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