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Il tesoretto dei comuni arriva dai turisti

L'Italia è il Paese delle imposte e delle tasse e, da qualche anno, a contribuire all'aumento degli introiti delle casse comunali ci sono anche i viaggiatori. Italiani o stranieri che siano, i turisti che soggiornano in un comune diverso da quello di residenza, laddove deliberato dal consiglio, sono tenuti al pagamento di un balzello. Sono le imposte di soggiorno o di sbarco, nel caso delle isole. 

Il Bel Paese non è certo l'unico al mondo ad aver adottato questa pratica. Ad oggi tra la penisola e le isole si contano 650 Comuni che richiedono agli ospiti delle strutture ricettive di corrispondere l'imposta. Ogni amministrazione stabilisce le tariffe e vengono applicate in modo differenziato a tutte le tipologie di strutture. Più la categoria sale e più cresce il costo.

La UIL ha fatto un calcolo delle entrate nei bilanci comunali. I turisti che hanno soggiornato a Roma hanno permesso alla capitale di risultare la città più ricca. L'Urbe, nel 2015, ha incassato 123,1 milioni di euro. La seguono Milano con 61 milioni di euro, Venezia con 27,5 milioni di euro, Firenze con 26,75 milioni di euro, Rimini con 7 milioni di euro, Torino con 5,9 milioni di euro e Napoli con 4,5 milioni di euro. 

Il totale di tutti i Comuni ammonta a più di 431 milioni di euro, ovvero il 20,5% in più rispetto all'anno precedente. 

Le tariffe sono molto diverse tra le località, si parte da 10 centesimi per arrivare a 5 euro a notte. A Roma, però, il massimo raggiunge i 10 euro. Cifra ovviamente pagata da chi usufruisce degli alberghi di lusso, che non sono pochi in città. Sulle isole, per lo sbarco, si paga 1,5 euro a persona.

Nella lista di paesi e città figurano i principali luoghi di villeggiatura e diverse località meno battute dai viaggiatori. Si va dalle città d'arte al mare, dalla montagna ai piccoli borghi. In un anno il numero di Comuni che ha deliberato in favore dell'imposta di soggiorno è salito del 14%. 

Quando il turista paga il conto, deve aggiungere al prezzo della camera l'importo fissato dall'ente locale in cui ci si trova. La struttura ricettiva incassa e versa nelle casse municipali.
Il turista che viaggia, per lavoro o per piacere, frutta ai Comuni un tesoretto.

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