Il valzer delle tariffe nelle mense scolastiche valdostane
I Comuni hanno la competenza sui servizi di refezione scolastica e, essendone responsabili, si occupano della definizione delle tariffe. Sono interessati gli istituti pubblici delle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado. La curiosità è che in Valle d'Aosta ogni amministrazione ha stabilito i prezzi al pubblico in modo molto diverso.
A Châtillon un pasto quotidiano costa 2,50 euro, a cui annualmente si aggiungono 30 euro per essere iscritti alla mensa. A Morgex le spese sono assai diverse. Si pagano 50 euro al mese per le scuole materne e 60 euro per le elementari. Chi non si abbona può avere dei buoni pasto a 5 euro. A Sarre le tariffe salgono ulteriormente. Il pranzo a scuola ha prezzi differenti a seconda delle fasce di reddito. Si passa dai 4,50 euro per i meno abbienti ai 6,90 euro di costo massimo. In più c'è la quota annuale di 20 euro.
Anche i redditi bassi sono considerati diversamente a seconda del Comune. A Courmayeur mangiare a scuola vuol dire sborsare 2,50 euro a pasto, mentre ad Aosta non ci sono sconti per nessuno. Tutti devono corrispondere alla scuola 25 euro all'anno più 4,50 euro per un buono.
Alcune amministrazioni, tra cui Morgex e Sarre, prevedono ulteriori agevolazioni. Chi manda alla mensa più di un figlio, può ottenere uno sconto sui bambini oltre al primo, che oscilla tra il 25 ed il 30%. Molti abbonamenti nella regione sono cari: Fénis chiede 140 euro annuali, Donnas arriva a 232 euro.
Gli alunni che frequentano una scuola fuori dal comune di residenza subiscono i salassi peggiori. Rispetto ai residenti pagano tra 1 e 5 euro in più.
É il caso di Quart che vende un buono pasto a chi abita fuori dai confini territoriali a 8,36 euro, mentre gli abitanti ne corrispondono 3,80. Il sindaco, Jean Barocco, assicura, riferendosi alle convenzioni tra le amministrazioni, che molti non pagani tali prezzi.
Secondo il primo cittadino a determinare le disparità sono le esternalizzazioni dei servizi e gli investimenti fatti più sul trasporto che sul cibo. Sebbene sia difficile uniformare le tariffe, Barocco ritiene che non sia impossibile da fare.
A Châtillon un pasto quotidiano costa 2,50 euro, a cui annualmente si aggiungono 30 euro per essere iscritti alla mensa. A Morgex le spese sono assai diverse. Si pagano 50 euro al mese per le scuole materne e 60 euro per le elementari. Chi non si abbona può avere dei buoni pasto a 5 euro. A Sarre le tariffe salgono ulteriormente. Il pranzo a scuola ha prezzi differenti a seconda delle fasce di reddito. Si passa dai 4,50 euro per i meno abbienti ai 6,90 euro di costo massimo. In più c'è la quota annuale di 20 euro.
Anche i redditi bassi sono considerati diversamente a seconda del Comune. A Courmayeur mangiare a scuola vuol dire sborsare 2,50 euro a pasto, mentre ad Aosta non ci sono sconti per nessuno. Tutti devono corrispondere alla scuola 25 euro all'anno più 4,50 euro per un buono.
Alcune amministrazioni, tra cui Morgex e Sarre, prevedono ulteriori agevolazioni. Chi manda alla mensa più di un figlio, può ottenere uno sconto sui bambini oltre al primo, che oscilla tra il 25 ed il 30%. Molti abbonamenti nella regione sono cari: Fénis chiede 140 euro annuali, Donnas arriva a 232 euro.
Gli alunni che frequentano una scuola fuori dal comune di residenza subiscono i salassi peggiori. Rispetto ai residenti pagano tra 1 e 5 euro in più.
É il caso di Quart che vende un buono pasto a chi abita fuori dai confini territoriali a 8,36 euro, mentre gli abitanti ne corrispondono 3,80. Il sindaco, Jean Barocco, assicura, riferendosi alle convenzioni tra le amministrazioni, che molti non pagani tali prezzi.
Secondo il primo cittadino a determinare le disparità sono le esternalizzazioni dei servizi e gli investimenti fatti più sul trasporto che sul cibo. Sebbene sia difficile uniformare le tariffe, Barocco ritiene che non sia impossibile da fare.