Italia, la piaga dei Comuni commissariati
Fenomeno preoccupante
Sono 82, lungo tutta la penisola italiana, le amministrazioni comunali commissariate per vari motivi (mafia, dissesto finanziario oppure dimissioni dei consiglieri): stando a dei dati messi a disposizione dal Viminale, si può tracciare una vera e propria mappa di una piaga che sta assumendo dimensioni preoccupanti e interessa attualmente due milioni e mezzo di cittadini.
UN FENOMENO ALLARMANTE - Se fino a qualche tempo fa si trattava di un fenomeno circoscritto soprattutto alle regioni meridionali, per via delle infiltrazioni della criminalità organizzata nei consigli comunali, adesso quello relativo al commissariamento delle amministrazioni locali è un problema che riguarda tutta l'Italia. Da Nord a Sud, stando ad alcuni dati forniti dal Ministero dell'Interno, sono 82 i Comuni sciolti a vario titolo (mafia, dissesto finanziario, se non addirittura l'impossibilità di riuscire ad approvare un bilancio); questo implica che sono circa due e milioni e mezzo i cittadini (4% del totale del Paese) che non possono fare affidamento su di un sindaco da loro eletto e dei consiglieri. Inoltre, l'elaborazione di queste cifre (che però si fermano al 2014), individua in 2385 i Comuni commissariati nell'arco di quindici anni: preoccupa soprattutto l'aumento di casi al Nord, dove si è registrato un +27,5%, a fronte di un -24,3% nel Mezzogiorno, anche se qui l'incidenza globale del dato è comunque più elevata.
SCORPORANDO IL DATO - Era il 1991 quando il Decreto-Legge 164 fu convertito nella Legge 221 in materia di "Scioglimento dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa": in 25 anni sono stati sciolti ben 258 Comuni, con un incremento-boom nel 2011 (+380%), legato soprattutto alla accresciuta presenza di personalità "tecniche", e non politiche, presso il Viminale per combattere il fenomeno. Inoltre, analizzando la situazione dei succitati 82 Comuni, si apprende che il 20% sono in "amministrazione straordinaria" da più di un anno, mentre il 5% di questi addirittura da più di 600 giorni (quasi due anni). Scorporando invece il dato su base regionale, a guidare questa poco invidiabile classifica è la Campania (18,28% dei casi), seguita a sorpresa dalla Lombardia (13,46%) che sopravanza di poco anche la Calabria (12,29%); da questo punto di vista, le regioni cosiddette "virtuose" risultano essere invece la Valle d'Aosta e il Friuli-Venezia Giulia che, nel periodo di riferimento, non presentano alcuna municipalità sciolta.
UN FENOMENO ALLARMANTE - Se fino a qualche tempo fa si trattava di un fenomeno circoscritto soprattutto alle regioni meridionali, per via delle infiltrazioni della criminalità organizzata nei consigli comunali, adesso quello relativo al commissariamento delle amministrazioni locali è un problema che riguarda tutta l'Italia. Da Nord a Sud, stando ad alcuni dati forniti dal Ministero dell'Interno, sono 82 i Comuni sciolti a vario titolo (mafia, dissesto finanziario, se non addirittura l'impossibilità di riuscire ad approvare un bilancio); questo implica che sono circa due e milioni e mezzo i cittadini (4% del totale del Paese) che non possono fare affidamento su di un sindaco da loro eletto e dei consiglieri. Inoltre, l'elaborazione di queste cifre (che però si fermano al 2014), individua in 2385 i Comuni commissariati nell'arco di quindici anni: preoccupa soprattutto l'aumento di casi al Nord, dove si è registrato un +27,5%, a fronte di un -24,3% nel Mezzogiorno, anche se qui l'incidenza globale del dato è comunque più elevata.
SCORPORANDO IL DATO - Era il 1991 quando il Decreto-Legge 164 fu convertito nella Legge 221 in materia di "Scioglimento dei consigli comunali per infiltrazione mafiosa": in 25 anni sono stati sciolti ben 258 Comuni, con un incremento-boom nel 2011 (+380%), legato soprattutto alla accresciuta presenza di personalità "tecniche", e non politiche, presso il Viminale per combattere il fenomeno. Inoltre, analizzando la situazione dei succitati 82 Comuni, si apprende che il 20% sono in "amministrazione straordinaria" da più di un anno, mentre il 5% di questi addirittura da più di 600 giorni (quasi due anni). Scorporando invece il dato su base regionale, a guidare questa poco invidiabile classifica è la Campania (18,28% dei casi), seguita a sorpresa dalla Lombardia (13,46%) che sopravanza di poco anche la Calabria (12,29%); da questo punto di vista, le regioni cosiddette "virtuose" risultano essere invece la Valle d'Aosta e il Friuli-Venezia Giulia che, nel periodo di riferimento, non presentano alcuna municipalità sciolta.