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Riscossione multe e cartelle esattoriali

Una nuova proroga dell’accordo tra le amministrazioni comunali ed Equitalia è stata approvata dall’esecutivo, che ha fissato la nuova scadenza a fine 2016. Questo significa che i comuni italiani, per cercare di riscuotere le multe non pagate relative ad infrazioni al Codice della Strada, ma anche per altre cartelle esattoriali non onorate dai cittadini, possono ancora appoggiarsi all’ente di riscossione.

La nuova proroga contrasta con il decreto, risalente al 2011, con il quale il governo in carica voleva dare una snellita alla burocrazia italiana, che in molti definiscono "elefantiaca", eliminando l’affidamento delle riscossioni da parte dei comuni ad Equitalia. Le amministrazioni comunali avrebbero dovuto effettuare direttamente, tutte le operazioni riguardanti le entrate, sia patrimoniali che tributarie, partendo dall’accertamento, per proseguire con la liquidazione e con la riscossione, sia spontanea che "coattiva". Questa tipologia doveva essere adottata anche per le società partecipate dai comuni stessi. L’unica alternativa possibile era quella di un affidamento a terzi, da effettuare però a mezzo di una gara pubblica.

Il decreto fissava anche la data entro la quale doveva avvenire questa "rivoluzione", e cioè il 1° gennaio del 2012, ma fin dall’inizio si è visto che questo tempo non sarebbe stato sufficiente per la creazione del nuovo sistema e quindi di proroga in proroga si è arrivati a quest’ultima che sposta la scadenza al 31 dicembre 2016, esattamente 5 anni dopo la scadenza originale. Tutti i governi che si sono succeduti dopo quello che aveva emesso il decreto, si sono adeguati.

L’ennesima proroga accordata, arriva in quanto non tutto è ancora andato a buon fine, e su questo hanno pesato sia la disorganizzazione interna dei comuni, che la mancanza di procedure e norme precise, ed inoltre del personale formato per questo preciso scopo. In poche parole, i comuni "Non ce l’avrebbero fatta", e si sarebbe rischiata la mancata riscossione di vecchi crediti, così importanti nel bilancio delle amministrazioni. Una situazione che da più parti è stata definita come "da mani nei capelli".

In effetti un avviso in tal senso era arrivato, durante un’audizione parlamentare di Ernesto Maria Ruffini, che svolge il ruolo di amministratore di Equitalia, il quale dichiarò come la situazione attuale, con Equitalia che svolgeva un ruolo di "supplenza" in attesa dell’organizzazione dei comuni, dovesse venire affrontata, senza ricorrere ad ulteriori dilazioni, con l’intento di mettere in piedi, come avviene in altre nazioni, un modello di organizzazione a carattere "nazionale". 

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