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Il romanzo dello scrittore, sceneggiatore e giocatore di poker italiano

"Un romanzo anomalo e sorprendente profondo e leggero" che Andrea Piva, scrittore, giocatore di poker e sceneggiatore italiano sta presentando in giro per l’Italia. Piva è partito dalla Puglia, sua terra d’origine, passando per la Campania fino ad arrivare a Roma e a Milano, ottenendo un grande successo (il calendario completo degli eventi è consultabile sul sito della Giunti nella pagina a lui dedicata).

L’animale notturno, che è andato già in ristampa, racconta la storia di Vittorio Ferragamo uno scrittore che per motivi economici abbandona il mondo della cultura per abbracciare quello del gioco d’azzardo che in poco tempo gli frutta molti soldi ma allo stesso tempo anche il raggiungimento della tanto temuta infelicità dei ricchi. Un percorso complicato e molto rocambolesco quello di Andrea che si avvicina più volte al mondo della droga e della dipendenza e di conseguenza a quello del disagio e dell’alienazione, ma nonostante tutto alla fine riesce a trovare una strada tutta sua grazie all’aiuto del senatore Testini. Sebbene il senatore si servirà di lui per giocare al casino online (vietatogli dalla figlia) inizia Vittorio ad un mondo fatto di numeri, statistiche e probabilità che gli torneranno utili nella sua carriera di pokerista.

Un romanzo che per certi versi sembra molto autobiografico visto che Andrea Piva prima di dedicarsi alla scrittura era un giocatore di poker professionista, molto famoso nel panorama internazionale dei siti di poker online, che si diletta ancora di tanto in tanto in qualche torneo in quanto considera l’ambiente del gioco una esperienza totalizzante e formativa per un essere umano che con moderazione gioca applicando delle strategie ben precise e ragionate. Un po’ come funziona per la scrittura dove per scrivere un buon libro è necessario realizzare un piano di lavoro da rispettare e da sviluppare e per questo motivo Piva, (conosciuto anche per aver scritto la sceneggiatura di LaCapaGira vincitore nel 2000 del David di Donatello, del Nastro d’argento e del Ciak d’oro per la migliore opera prima) come ha anche raccontato a Lilli Gruber in una puntata dedicata al gambling su Otto e Mezzo, si ritrova con piacere ad unire i due ambienti riuscendo a trattare il tema del gioco in modo diverso rispetto a quanto hanno fatto predecessori come Pietro Chiara ( Il piatto Piange, 1962) e Fedor Dostoevskij ( Il giocatore, 1866) che raccontavano di personaggi angosciati che trasportavano tutti i loro mostri al tavolo rendendo così il gioco in sé come qualcosa di pericoloso da cui scappare.

Il protagonista de L’animale notturno vive invece un’esperienza diversa, il gioco è per lui un modo per trovare e applicare nuove strategie scientifiche sia al tavolo verde che nella vita di tutti i giorni, ma sempre in modo sano e con molta razionalità.

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