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L'Italia trema ancora: notte di terrore per Amatrice, Accumoli, Norcia e Arquata del Tronto

Epicentro in provincia di Rieti

L’Italia trema ancora e a farne le spese sono famiglie intere travolte dalle macerie nel cuore della notte

Come ad un anniversario e con fare roboante, il terrore bussa alle porte degli italiani nel mezzo della notte. Alle 03:36 il centro Italia è scosso alle fondamenta da un sisma di magnitudo 6 della scala Richter, che ha fatto precipitare nell’oblio interi centri urbani. Il sisma è stato avvertito chiaramente in Toscana, Puglia, Basilicata e Molise ma il suo epicentro è stato localizzato presso Accumoli dove incontaminati paesaggi rurali sono condivisi tra Umbria, Lazio, Abruzzo e Marche.

I centri urbani più colpiti sono Accumoli (epicentro del sisma in provincia di Rieti), Amatrice, Arquata del Tronte e Norcia. Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, in un collegamento telefonico riporta le prime drammatiche risultanze del sisma ″Il paese non c’è più″. Queste parole, accompagnate dalle lacrime per i tanti amici e cittadini travolti dalle macerie, sono come macigni che straziano le carni. Lo stesso Papa Francesco le ripropone nella sua omelia ponendo l’accento sui tanti bambini, sepolti vivi, sotto i detriti.

Alle 12:00 il bilancio delle vittime è quantificato a 37, tuttavia questo numero è destinato a crescere considerando le dimensioni della catastrofe. La macchina dei soccorsi si è attivata, localmente, con prontezza ed i primi ad intervenire sul posto sono stati guardia forestale forze armate e forze dell'ordine stanziate nel presidio. Non mancano le polemiche sulla tempestività dei soccorsi, tuttavia considerando l'orario e le difficoltà di viabilità il lavoro svolto fino ad ora.

La profondità focale del sisma è stata stimata essere di 4 Km, questa breve distanza tra epicentro ed ipocentro classifica il sisma di Accumoli come ″terremoto superficiale″. Pertanto la violenza e l'intensità delle onde sono state incrementate da tale vicinanza alla superficie. Lo sciame sismico si è alternato con una lunga sequela di scosse di assestamento ma alle 04:30, dopo circa un'ora, una magnitudo 5.4 ha fatto temere il peggio.

L'intera Italia è mobilitata per la raccolta di sangue e fondi per fronteggiare l'emergenza mentre diversi politici hanno rettificato le loro agende politiche per seguire da vicino la crisi.

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