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Il Governo austriaco contro i "pellegrinaggi" dei fanatici

Dopo che, nell'ultimo periodo, era tornata al centro di diverse polemiche, la casa natale di Adolf Hitler sarà abbattuta: ad annunciarlo è stato Wolfgang Sobotka, Ministro dell'Interno austriaco, motivando la decisione con la volontà di impedire i "pellegrinaggi" di fanatici e di intraprendere un percorso critico di ricerca e approfondimento della storia.

DEMOLIZIONE DELLA CASA NATALE

La casa della discordia tra poco non esisterà più. L'abitazione di Braunau am Inn che il 20 aprile 1899 diede i natali ad Adolf Hitler sarà distrutta per decisione dello stesso governo austriaco: attraverso un annuncio di Wolfgang Sobotka, Ministro degli Interni dell'esecutivo guidato dal socialdemocratico Christian Kern, è stato reso noto che la demolizione dell'edificio risparmierà solo le fondamenta e che, in futuro, il luogo potrebbe diventare anche un museo. Da oltre 70 anni la palazzina di due piani era diventata infatti la meta di un "pellegrinaggio" laico da parte di alcuni fanatici che vi sostavano per venerare la figura del Führer. "È oramai necessario un cambiamento radicale" ha spiegato Sobotka alla stampa, ricordando che quell'abitazione ha un ingombrante valore simbolico che potrebbe creare ancora imbarazzo in futuro.

UNA LUNGA DISPUTA

La casa di Braunau am Inn, comune dell'Alta Austria nei pressi del confine con la Germania, è stata al centro di alcune dispute nell'ultimo periodo, non ultima quella tra il Governo austriaco e la legittima proprietaria, Gerlinde Pommer, diretta discendente di coloro che, alla fine dell'Ottocento, la affittarono ai genitori di Hitler. Nonostante un vecchio accordo in base al quale la palazzina doveva essere usata unicamente a scopi didattico-educativi, la presenza di "nostalgici" e le celebrazioni organizzate il 20 aprile di ogni anno da gruppi neonazisti hanno portato a un giro di vite dell'esecutivo, sollecitato dal parere di una commissione ad hoc formata da storici ed esperti. Lo stesso Sobotka, annunciando l'avvio dell'iter parlamentare che, in breve tempo, dovrebbe ratificare la demolizione, ha voluto ricordare che l'intento non è quello di nascondere le tracce del passato: a suo dire, "l'Austria non ha paura di elaborare la storia di un periodo buio e sostiene da sempre la ricerca scientifica in quel settore", come dimostra peraltro quell'imponente museo a cielo aperto che è attualmente l’ex campo di concentramento di Mauthausen.

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