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La scienza ci da una spiegazione
A detta di molti, ci sarebbero delle motivazioni psicologiche dietro la scelta di indossare tutti i giorni, o comunque in ogni uscita pubblica, lo stesso abito.
Una nuova moda o un tratto caratteristico degli uomini (oltre che delle donne) di potere che oramai ha dato vita a una sorta di emulazione? Questo è quanto gli esperti si sono chiesti a proposito del cosiddetto outfit delle persone di maggior successo nel campo dell'imprenditoria, della scienza e dello showbiz: a detta di molti, ci sarebbero delle motivazioni psicologiche dietro la scelta di indossare tutti i giorni, o comunque in ogni uscita pubblica, lo stesso abito.
UN MESSAGGIO SOTTINTESO - A suo tempo, il "New York Times" aveva archiviato la questione spiegando che "certe persone sono così potenti da potersi permettere di vestire sempre allo stesso modo": così facendo, ostentano la libertà dai canoni e lasciano l'estro nella scelta del guardaroba alle donne, come se fosse qualcosa di "secondario". Tuttavia, secondo la scienza, alla base c'è dell'altro. Uno dei primi a lanciare questo trend è stato il compianto Steve Jobs: il suo immancabile dolcevita ha in qualche modo ispirato l'outfit di Mark Zuckerberg con la t-shirt grigia e la felpa che indossa nei video che condivide con gli utenti di Facebook. Tuttavia, dietro a quello che sembra un vezzo c'è anche la volontà di comunicare un messaggio importante: chi ha grandi responsabilità dedica poco tempo all'abbigliamento per concentrarsi sul lavoro, definendo così una gerarchia delle priorità.
I MOTIVI PSICOLOGICI - Alcuni ricercatori hanno spiegato che sussiste una "condizione psicologica" per cui, ad esempio, Giorgio Armani e Sergio Marchionne compaiono in pubblico sempre col maglione: secondo Daniel Levitin, professore di Neuroscienze della "McGill University" di Montreal (Canada), la produttività viene inficiata da decisioni irrilevanti e quindi la scelta dell'abito "creerebbe ulteriore stress all'attività del cervello". A detta invece dell'art director Matilda Kahl (avvezza però anche lei a prediligere un "look seriale": camicia di seta bianca e pantaloni neri), dietro questo atteggiamento ci sarebbe da parte degli uomini anche una sorta di discriminazione verso la civetteria delle donne, ma non solo. Per alcuni scienziati si tratterebbe di una mancanza di creatività paradossalmente proprio in quelle persone che sembrerebbero averne in abbondanza: basti pensare al regista teatrale Giorgio Strehler che vestiva sempre di nero o a Karl Lagerfeld che appare sempre con lo stesso modello di occhiali da sole e di guanti in pelle, pur essendo uno degli stilisti più innovativi di sempre.
UN MESSAGGIO SOTTINTESO - A suo tempo, il "New York Times" aveva archiviato la questione spiegando che "certe persone sono così potenti da potersi permettere di vestire sempre allo stesso modo": così facendo, ostentano la libertà dai canoni e lasciano l'estro nella scelta del guardaroba alle donne, come se fosse qualcosa di "secondario". Tuttavia, secondo la scienza, alla base c'è dell'altro. Uno dei primi a lanciare questo trend è stato il compianto Steve Jobs: il suo immancabile dolcevita ha in qualche modo ispirato l'outfit di Mark Zuckerberg con la t-shirt grigia e la felpa che indossa nei video che condivide con gli utenti di Facebook. Tuttavia, dietro a quello che sembra un vezzo c'è anche la volontà di comunicare un messaggio importante: chi ha grandi responsabilità dedica poco tempo all'abbigliamento per concentrarsi sul lavoro, definendo così una gerarchia delle priorità.
I MOTIVI PSICOLOGICI - Alcuni ricercatori hanno spiegato che sussiste una "condizione psicologica" per cui, ad esempio, Giorgio Armani e Sergio Marchionne compaiono in pubblico sempre col maglione: secondo Daniel Levitin, professore di Neuroscienze della "McGill University" di Montreal (Canada), la produttività viene inficiata da decisioni irrilevanti e quindi la scelta dell'abito "creerebbe ulteriore stress all'attività del cervello". A detta invece dell'art director Matilda Kahl (avvezza però anche lei a prediligere un "look seriale": camicia di seta bianca e pantaloni neri), dietro questo atteggiamento ci sarebbe da parte degli uomini anche una sorta di discriminazione verso la civetteria delle donne, ma non solo. Per alcuni scienziati si tratterebbe di una mancanza di creatività paradossalmente proprio in quelle persone che sembrerebbero averne in abbondanza: basti pensare al regista teatrale Giorgio Strehler che vestiva sempre di nero o a Karl Lagerfeld che appare sempre con lo stesso modello di occhiali da sole e di guanti in pelle, pur essendo uno degli stilisti più innovativi di sempre.