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Lamezia Terme: il debito aumenta con i servizi di depurazione

I fornitori hanno un deficit di 2 milioni di euro

Da qualche anno ormai i Comuni dell’area circostante Lamezia Terme si affidano allo stabilimento depurativo della cittadina per rendere più pulite le acque marine del proprio territorio. Ultimamente però non riescono più a rispondere alle incombenze finanziarie derivanti dallo sfruttamento di questa piattaforma. La situazione risulta sempre più insostenibile in quanto è diventato difficile pagare in maniera precisa e puntuale i dipendenti ed i fornitori della Deca che gestisce il servizio di depurazione. Intanto l’azienda multiservizi che paga per il Comune di Lamezia Terme ha visto crescere il proprio debito che ad agosto ammonta a 2.846.938,55 di euro.

In particolare il Comune di Filadelfia vanta un debito di 195.925,76 mentre Gizzeria è poco distante con i suoi 192.482,09 euro di insolvenza. Curinga invece ha contratto debiti per 116.511,13 euro. Al contrario Falerna è uno dei pochi Comuni in linea con pagamenti dovuti. All’inizio di settembre sono stati comunque corrisposti vari acconti che ammontano a circa 130.000 euro da parte della società multiservizi ed appena 42.000 euro pagati da Curinga e Gizzeria che non bastano ovviamente a coprire l’intero debito. A tutto ciò vanno poi aggiunte tutta una serie di difficoltà amministrative che si sono presentate nel momento in cui l’Asicat, proprietaria dello stabilimento, è stata assorbita dal Corap, consorzio regionale per lo sviluppo delle attività produttive, con il decreto 115 del giugno del 2016.

Il consorzio calabrese riunisce adesso in sé tutte le Asi (Aree Sviluppo Industriale) provinciali ma ha da subito rilevato problemi di fatturazione per i servizi di depurazione forniti ai vari Comuni poiché ci sono evidenti intoppi nelle varie fasi di accorpamento che in teoria non avrebbero dovuto causare rallentamenti nei processi strutturali. Questo è quanto sottolineato da una nota condivisa dai sindacati Cisl, Uil e Cgil diffusa il 23 agosto e indirizzata al presidente della Regione Calabria. La soluzione definitiva sembra ancora lontana e se da una parte i cinque Comuni che usufruiscono dell’impianto di depurazione hanno diritto ad un mare pulito, è pur vero che non riescono ancora ad assicurare il pagamento puntuale delle proprie quote di servizio.

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