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Lazio, emergenza rifiuti: il fallimento del Consorzio Gaia e i costi per i contribuenti

Roma e Frosinone

È di decine di milioni di euro il debito contratto dai Comuni laziali nei confronti del Consorzio Gaia, società che si occupava della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nelle province di Roma e Frosinone: a causa della morosità delle amministrazioni locali, il Consorzio è infatti stato dichiarato insolvente e i costi del debito potrebbero essere scaricati sui contribuenti.

L'INSOLVENZA DI GAIA - Quasi 53 milioni di euro. Questo è l'ammontare del debito che il Consorzio Gaia vantava nei confronti di 47 municipalità laziali (tutte nelle province di Roma e Frosinone), per le quali si occupava si raccogliere e smaltire i rifiuti, gestendo anche il termovalorizzatore di Colleferro. La morosità dei Comuni ha infatti portato, nell'arco degli ultimi dieci anni, prima all'insolvenza della società, dichiarata dalla Cassa Depositi e Prestiti (verso cui Gaia non ha potuto pagare le rate del mutuo di ammortamento contratto), e poi nel 2007 la revoca del finanziamento ricevuto dal Ministero dell'Economia. Tuttavia, la situazione in cui si trova Gaia pare essere imputabile unicamente al diffuso disinteresse di molte istituzioni locali, oltre che al mancato pagamento della tariffa da parte dei Comuni del Lazio.

LA MOROSITÀ DEI COMUNI - La quasi ventennale vicenda di Gaia (costituita nel 1997) è un vero e proprio compendio della "mala gestio" dell'emergenza rifiuti nella Regione, nonostante il succedersi di Giunte di opposta connotazione politica. I problemi sono cominciati però già nel 2004, a seguito della trasformazione del Consorzio in S.p.a. e dell'ottenimento di cospicui finanziamenti (circa 200 milioni di euro) dal Ministero: la maggior parte delle amministrazioni comunali non ha infatti rispettato i contratti di servizio stipulati con Gaia, pagando in ritardo le relative fatture. Nonostante tutti fossero a conoscenza del problema, non è stato fatto nulla per salvare Gaia dall'insolvenza nei confronti dello Stato: l'unica proposta avanzata, nel corso di questi anni, è stata quella di azzerare totalmente il debito di 50 milioni, scaricando di fatto le inadempienze dei Comuni sui cittadini italiani, anziché sui sindaci morosi. Insomma, un film già visto e il cui finale pare già scritto: le colpe della politica penalizzeranno gli ignari contribuenti.

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