Le cellule staminali rigenerano il cuore dopo un infarto
Dati del biologo Yuji Shiba
Sulla base di un esperimento effettuato sulla specie animale si è potuti elaborare una tecnica per la rigenerazione del cuore dopo che aver subito un infarto. Nonostante l'esperimento sugli animali si è concluso con esito positivo, ci sono però dei problemi, a livello di teoria ed ipotesi, che non permettono di poter eseguire un test clinico alle sulla specie umana.
Per provare la teoria di questa tecnica per la rigenerazione del cuore, il biologo Yuji Shiba accompagnato da alcuni colleghi hanno potuto metterla in pratica su cinque scimmie. Per fare ciò si sono serviti di un macaco che era stato colpito da un infarto e di un altro dal quale hanno prelevato alcune cellule della pelle per poi poterne ricavare le cellule staminali. Dopo aver iniettato le cellule staminali nel cuore dell'esemplare di scimmia, tutti hanno osservato il modo in cui le stesse cellule hanno reagito. Dunque i ricercatori hanno visto che le cellule staminali si accorpavano con quelle del muscolo cardiaco, diventando parte integrante di esso, aiutando quest'ultimo a migliorare la frequenza delle contrazioni, e quindi dei battiti cardiaci.
Al fine di evitare il rigetto del trapianto la scelta dell'esemplare di macaco donatore è ricaduta su un macaco compatibile ed utilizzando farmaci con azione immediata sul sistema immunitario. Così Yuji Shiba e tutta la sua equipe hanno potuto osservare che tutte le scimmie trapiantate sono state capaci di sopravvivere fino a circa tre mesi dopo il trapianto.
Dopo la riuscita di questa operazione arriva però la parte ancora in fase di sperimentazione, poiché ci sono alcuni aspetti negativi ancora da esaminare in moda da permettere l'esecuzione del test anche sulle persone. Quest'ultima ipotesi al momento non è possibile prenderla in considerazione perché i ricercatori hanno visto che dopo il trapianto si possano eventualmente sviluppare delle aritmie cardiache.
Anche la rivista Nature ha riservato un articolo sulla ricerca perché non sempre le cellule staminali ricavate dai pazienti sono di facile utilizzo.
Per provare la teoria di questa tecnica per la rigenerazione del cuore, il biologo Yuji Shiba accompagnato da alcuni colleghi hanno potuto metterla in pratica su cinque scimmie. Per fare ciò si sono serviti di un macaco che era stato colpito da un infarto e di un altro dal quale hanno prelevato alcune cellule della pelle per poi poterne ricavare le cellule staminali. Dopo aver iniettato le cellule staminali nel cuore dell'esemplare di scimmia, tutti hanno osservato il modo in cui le stesse cellule hanno reagito. Dunque i ricercatori hanno visto che le cellule staminali si accorpavano con quelle del muscolo cardiaco, diventando parte integrante di esso, aiutando quest'ultimo a migliorare la frequenza delle contrazioni, e quindi dei battiti cardiaci.
Al fine di evitare il rigetto del trapianto la scelta dell'esemplare di macaco donatore è ricaduta su un macaco compatibile ed utilizzando farmaci con azione immediata sul sistema immunitario. Così Yuji Shiba e tutta la sua equipe hanno potuto osservare che tutte le scimmie trapiantate sono state capaci di sopravvivere fino a circa tre mesi dopo il trapianto.
Dopo la riuscita di questa operazione arriva però la parte ancora in fase di sperimentazione, poiché ci sono alcuni aspetti negativi ancora da esaminare in moda da permettere l'esecuzione del test anche sulle persone. Quest'ultima ipotesi al momento non è possibile prenderla in considerazione perché i ricercatori hanno visto che dopo il trapianto si possano eventualmente sviluppare delle aritmie cardiache.
Anche la rivista Nature ha riservato un articolo sulla ricerca perché non sempre le cellule staminali ricavate dai pazienti sono di facile utilizzo.