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Nuova politica aziendale
Luca Foresti, in qualità di amministratore delegato presso il Centro medico Santagostino ha così spiegato il suo punto di vista sul tema della maternità scrivendo un lungo post. Dirigendo un'azienda con circa un centinaio di dipendenti, di cui l'80% di essi sono donne è per lui fondamentale elaborare una politica aziendale che prevede questo argomento.
La percentuale delle donne che partecipano al lavoro sono del 48% rispetto al 67% degli uomini, ma il loro salario è anche inferiore di circa l'11%. In Italia l'età media delle primipare (donne alla prima gravidanza) arriva quasi a 31 anni ed hanno in media 1.35 figli per donna. Dei dati che incidono molto sulle nascite e sull'evoluzione e su cui ha contribuito anche il lavoro.
Dal punto di vista di Foresti, però, per affrontare questo argomento ci vogliono aziende sane nel tempo. Per stabilire se un'azienda è gestita bene bisogna guardare l'entusiasmo dei suoi dipendenti, che si assumeranno le loro responsabilità qualora l'azienda sarà pronta a fare lo stesso.
Per crescere in maniera sana e forte un'azienda ha bisogno quindi di una buona dose di stima e rispetto da parte dei dipendenti. Perciò se l'azienda saprà sostenere la donna che vive già il suo momento di maternità con ansie, paure, difficoltà sia psicologiche che economiche otterrà dalla stessa tutta la sua fiducia. La maternità andrebbe quindi vista come un'occasione per creare questo rapporto profondo con la dipendente e non come un problema.
Pertanto l'azienda dovrà venire in contro alle esigenze della donna che sarà costretta ad essere assente dal lavoro per un lungo periodo e a lavorare meno ore nel momento in cui riprenderà la sua postazione di lavoro. La nascita di un figlio fa diventare le donne più forte e dunque l'azienda non deve in alcun modo ostacolarne la crescita professionale e sfruttare quel periodo di assenza per cercare il modo di migliorare la qualità del lavoro in odo da offrire di meglio alla sua dipendente quando rientrerà.
Sarebbe questo quindi il giusto ragionamento che un'azienda dovrebbe fare nei confronti della maternità, perché i conflitti con i dipendenti non portano altro che al fallimento.
La percentuale delle donne che partecipano al lavoro sono del 48% rispetto al 67% degli uomini, ma il loro salario è anche inferiore di circa l'11%. In Italia l'età media delle primipare (donne alla prima gravidanza) arriva quasi a 31 anni ed hanno in media 1.35 figli per donna. Dei dati che incidono molto sulle nascite e sull'evoluzione e su cui ha contribuito anche il lavoro.
Dal punto di vista di Foresti, però, per affrontare questo argomento ci vogliono aziende sane nel tempo. Per stabilire se un'azienda è gestita bene bisogna guardare l'entusiasmo dei suoi dipendenti, che si assumeranno le loro responsabilità qualora l'azienda sarà pronta a fare lo stesso.
Per crescere in maniera sana e forte un'azienda ha bisogno quindi di una buona dose di stima e rispetto da parte dei dipendenti. Perciò se l'azienda saprà sostenere la donna che vive già il suo momento di maternità con ansie, paure, difficoltà sia psicologiche che economiche otterrà dalla stessa tutta la sua fiducia. La maternità andrebbe quindi vista come un'occasione per creare questo rapporto profondo con la dipendente e non come un problema.
Pertanto l'azienda dovrà venire in contro alle esigenze della donna che sarà costretta ad essere assente dal lavoro per un lungo periodo e a lavorare meno ore nel momento in cui riprenderà la sua postazione di lavoro. La nascita di un figlio fa diventare le donne più forte e dunque l'azienda non deve in alcun modo ostacolarne la crescita professionale e sfruttare quel periodo di assenza per cercare il modo di migliorare la qualità del lavoro in odo da offrire di meglio alla sua dipendente quando rientrerà.
Sarebbe questo quindi il giusto ragionamento che un'azienda dovrebbe fare nei confronti della maternità, perché i conflitti con i dipendenti non portano altro che al fallimento.