Casi di meningite: come riconoscere i sintomi?
Scopri i sintomi di questa malattia infettiva
Negli ultimi due anni sono stati registrati un numero di casi in aumento. Quest'anno l'allarme è scattato nella regione Toscana con il primo caso e con esso è tornata la paura sia per gli individui adulti che per i bambini. Questa malattia sembrava quasi scomparsi ma invece ecco che l'incubo ritorna.
Per combattere il nemico occorre però conoscere a fondo questa malattia. Più che una malattia si tratta specificamente di un'infiammazione delle membrane situate intorno al cervello e al midollo spinale, chiamate appunto meningi. L'Istituto Superiore di Sanità conferma che la meningite è infettiva e può essere di origine virale, batterica oppure causata da un fungo. La patologia più comune è la meningite asettica (cioè quella virale); essa non porta gravi conseguenze e va via all'incirca 7/10 giorni. La meningite di tipo batterico invece è più dannosa ed è quella che si sta verificando negli ultimi casi. Si tratta del batterio Neisseria meningitidis, più comunemente chiamato meningococco, il quale attacca le vie respiratorie. Essa è altamente contagiosa poiché viene trasmessa da portatori sani spesse volte asintomatici, mentre solo lo 0,5% dei casi è stato contagiato da individui già malati.
In totale esisto 13 gruppi di batteri meningococco, ma di questi solo sei sono più pericolosi. In Italia i più frequenti sono B e C. Si tratta di una malattia che si propaga velocemente capace di provocare la morte anche in poche ore nonostante le cure adeguate. Chi contrae il virus è considerato contagioso per le prime 24 ore dall'inizio della terapia specifica, ma si parla comunque di un livello di contagiosità pressoché basso.
Il periodo di incubazione della malattia in genere va dai 2 ai 4 giorni ma può essere esto anche a 10, perciò vanno tenute sotto osservazione tutte le persone che sono state a contatto con il malato nell'arco di questi giorni.
I sintomi della menigite in generale sono la febbre alta, rigidità nucale, mal di testa, nausea e convulsioni. I neonati invece possono piangere continuamente, dormire e avere scarso appetito.
Per combattere il nemico occorre però conoscere a fondo questa malattia. Più che una malattia si tratta specificamente di un'infiammazione delle membrane situate intorno al cervello e al midollo spinale, chiamate appunto meningi. L'Istituto Superiore di Sanità conferma che la meningite è infettiva e può essere di origine virale, batterica oppure causata da un fungo. La patologia più comune è la meningite asettica (cioè quella virale); essa non porta gravi conseguenze e va via all'incirca 7/10 giorni. La meningite di tipo batterico invece è più dannosa ed è quella che si sta verificando negli ultimi casi. Si tratta del batterio Neisseria meningitidis, più comunemente chiamato meningococco, il quale attacca le vie respiratorie. Essa è altamente contagiosa poiché viene trasmessa da portatori sani spesse volte asintomatici, mentre solo lo 0,5% dei casi è stato contagiato da individui già malati.
In totale esisto 13 gruppi di batteri meningococco, ma di questi solo sei sono più pericolosi. In Italia i più frequenti sono B e C. Si tratta di una malattia che si propaga velocemente capace di provocare la morte anche in poche ore nonostante le cure adeguate. Chi contrae il virus è considerato contagioso per le prime 24 ore dall'inizio della terapia specifica, ma si parla comunque di un livello di contagiosità pressoché basso.
Il periodo di incubazione della malattia in genere va dai 2 ai 4 giorni ma può essere esto anche a 10, perciò vanno tenute sotto osservazione tutte le persone che sono state a contatto con il malato nell'arco di questi giorni.
I sintomi della menigite in generale sono la febbre alta, rigidità nucale, mal di testa, nausea e convulsioni. I neonati invece possono piangere continuamente, dormire e avere scarso appetito.