Vigili furbi nella Capitale, molti inabili al servizio in strada
Il 12% spostato in ufficio
Lavoro d'ufficio per il 12% dei vigili di Roma che hanno presentato il certificato di inidoneità, ciò porta a non poterli più impiegare per le strade dove svolgevano posti di blocco e regolamentazione del traffico.
I lavoratori di vari settori della penisola italiana rientrano nella lista dei furbetti, così da Palermo a Como, si scopre che netturbini ed operai, così come gli infermieri, tendono di imboscarsi. L'ultima notizia arriva da Roma dove i vigili urbani, sia donne che uomini, hanno presentato un certificato di inabilità. Ciò ha portato a riempire gli uffici addetti alle modulistiche mentre le strade si mostrano più deserti dove invece dovrebbero esserci gli agenti municipali.
Tale fattore però non mostra illegalità e quindi il cambio di mansione è dovuto a norma di legge.
Il verificarsi però di questo fenomeno è dovuto all'alta media di età che vige tra i vigili urbani, arrivano a quota 53 anni. Tali certificati vengono infatti richiesti per malattie di genere circolatorio o cardiaco, stesso discorso anche per le ernie del disco. E' lo stesso personale del comune ad effettuare i controlli quindi non ci sono sotterfugi da poter attuare ma ciò non mostra la Capitale in cima alle classifiche per i dipendenti inabili.
La regola vigente però vuole che chi resta in ufficio non ha diritto a straordinari a differenza di chi invece lavora in strada.
Nell'anno 2014, precisamente a Capodanno, i vigili urbani per non lavorare di notte si diedero malati e si è registrato un numero che sfiorava le 800 unità. Tale numero quindi ha privato una sorveglianza decente nei vari punti della città come il Circo Massimo o i Fori Imperiali. La situazione quindi si fece infuocata ma si appurò che i certificati non erano falsi così furono interrogati i medici in questione che firmarono i certificati e sono stati rinviati a giudizio.
Di tutti i vigili però, solo uno è sotto processo per il mancato servizio nella notte di Capodanno di quell'anno. Per ottemperare a tale situazione quindi servirebbe un nuovo organico e dei controlli più approfonditi evitando così che qualcuno pensi a fare il furbo.
I lavoratori di vari settori della penisola italiana rientrano nella lista dei furbetti, così da Palermo a Como, si scopre che netturbini ed operai, così come gli infermieri, tendono di imboscarsi. L'ultima notizia arriva da Roma dove i vigili urbani, sia donne che uomini, hanno presentato un certificato di inabilità. Ciò ha portato a riempire gli uffici addetti alle modulistiche mentre le strade si mostrano più deserti dove invece dovrebbero esserci gli agenti municipali.
Tale fattore però non mostra illegalità e quindi il cambio di mansione è dovuto a norma di legge.
Il verificarsi però di questo fenomeno è dovuto all'alta media di età che vige tra i vigili urbani, arrivano a quota 53 anni. Tali certificati vengono infatti richiesti per malattie di genere circolatorio o cardiaco, stesso discorso anche per le ernie del disco. E' lo stesso personale del comune ad effettuare i controlli quindi non ci sono sotterfugi da poter attuare ma ciò non mostra la Capitale in cima alle classifiche per i dipendenti inabili.
La regola vigente però vuole che chi resta in ufficio non ha diritto a straordinari a differenza di chi invece lavora in strada.
Nell'anno 2014, precisamente a Capodanno, i vigili urbani per non lavorare di notte si diedero malati e si è registrato un numero che sfiorava le 800 unità. Tale numero quindi ha privato una sorveglianza decente nei vari punti della città come il Circo Massimo o i Fori Imperiali. La situazione quindi si fece infuocata ma si appurò che i certificati non erano falsi così furono interrogati i medici in questione che firmarono i certificati e sono stati rinviati a giudizio.
Di tutti i vigili però, solo uno è sotto processo per il mancato servizio nella notte di Capodanno di quell'anno. Per ottemperare a tale situazione quindi servirebbe un nuovo organico e dei controlli più approfonditi evitando così che qualcuno pensi a fare il furbo.